Satana attira con le vanità del mondo e perseguita coloro che parlano dell’eterno


Se un discepolo è “mondano”, di certo non sarà perseguitato. Ma chi sta seguendo?

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Il libro degli Atti, dopo il Concilio di Gerusalemme, continua a narrare i viaggi di Paolo, a cui partecipò anche Luca, medico ed evangelista, che ne divenne testimone e narratore.

Fu un vero dono della Provvidenza per lui e anche per tutti, per far conoscere gli sviluppi della diffusione del Vangelo.

Un altro dono molto prezioso fu Timoteo: un giovane di Listra, figlio di madre ebrea credente e di padre greco. Egli divenne il discepolo prediletto di S. Paolo e un giorno sarà posto a capo della chiesa di Efeso. A lui sono indirizzate due lettere dell’Apostolo, piene di grandi insegnamenti.

Nel suo secondo viaggio missionario, Paolo rivide alcune comunità che aveva fondato, per rassicurarle nella fede. Poi si spinse in altre zone dell’Anatolia, come lo Spirito permetteva. Giunto a Troade, ebbe una visione: “era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo” (At 16,9-10).

“Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato Me”. È chiaro il perché: il mondo ama ciò che è mondano e odia il Cielo. Satana attira con le vanità del mondo e perseguita coloro che parlano dell’eterno.

I veri apostoli hanno la stessa sorte di Gesù: amore oppure odio. Se un discepolo è “mondano”, di certo non sarà perseguitato. Ma chi sta seguendo?


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