Non possiamo farci dettare l’agenda da Fedez o Zan, guardiamo ai “Giganti”


DECADENTISMO POST-MODERNO E ATTUALITA’ CLASSICO-TOMISTA

Di Matteo Castagna

Leggiamo, spesso, definizioni ed etichette sulle epoche passate, ma molto poche su quella contemporanea. Definirla solo “post-moderna” appare riduttivo e, soprattutto una modalità asettica che non qualifica questi tempi.

Decadentismo post-moderno ci potrebbe stare. Perché nulla che sia bello e nobile, in materia temporale o spirituale, trova il suo legittimo posto nella società. Al contrario, il brutto, l’immorale, il nichilista, addirittura il distopico, sono le caratteristiche preponderanti dello scibile umano nel XXI secolo.

A differenza del decadentismo passato, che fu un’epoca ben riconosciuta e definita, quella di oggi si vorrebbe spacciare per progressista. Ma si confonde il progresso con l’involuzione, si chiama male il bene e viceversa. E’ un decadentismo ode dell’assurdo ove ciò che è sempre stato normale, viene messo in dubbio, al punto che qualcuno ci spiega che chi crede che la famiglia è fatta da uomo e donna sarebbe da perseguire per legge, in quanto qualcuno potrebbe sentirsi infelice per questo enunciato della biologia.

Siamo a un decadentismo dell’assurdità per cui, seguendo il principio di questa affermazione, chiunque esprima una qualsiasi opinione potrebbe rendere infelice un altro. Se io scrivessi che tifo l’Hellas Verona perché è la squadra del mio cuore, potrei rendere infelici tutti gli altri tifosi e, quindi, potrei essere denunciato penalmente perché istigherei all’odio verso le altre squadre?

San Tommaso insegna che la legge o diritto naturale è la regola che dirige l’uomo come animale razionale, ossia nella sua essenza, e consiste nel far concordare la condotta umana coi fini che Dio ha inserito nella natura umana, di cui è il Creatore. perciò, non bisogna confondere la natura o legge naturale coll’istinto, che è solo la parte più bassa dell’uomo, composto di corpo e anima razionale e quindi di passioni, ma anche di intelletto e libera volontà, nelle quali è riflessa la legge eterna di Dio.

Di conseguenza “naturale” è ciò cui la natura “tende”, ossia il bene, che è conforme all’inclinazione naturale. In questo contesto, naturale significa finalità intelligente e ordinatrice.

La legge naturale non è qualcosa di esclusivamente genetico e istintivo come vorrebbero lo scientismo, il materialismo e il freudismo, ma anche e soprattutto qualcosa di razionale e volontario, ossia ordinato al fine.

Padre Luigi Taparelli d’Azeglio la definisce così: “la natura è quel principio di tendenza che porta un essere al fine pel quale fu fatto dal suo Creatore. Pertanto il “diritto naturale” è norma oggettiva e immutabile di moralità (opposta al “diritto positivo”).

Il decadentista post-moderno non ha filosofia, ha ucciso Dio, vive di istinto e lo chiama libertà, perché è un nichilista senza ideali, ma con tanta voglia di piaceri della carne, forse perché represso dalla frustrazione del suo nulla. Noi che godiamo della cultura classico-cristiana, di Aristotele e San Tommaso, non possiamo cadere nel vortice di questi tempi oscuri.

Dante ci canta “fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza”. Onde sarò veramente uomo, se seguo le leggi in me stesso naturalmente iscritte del mio dover agire bene o moralmente, alle quali debbo obbedire volontariamente e liberamente, se non voglio tradire la mia essenza di animale ragionevole e libero, ordinato al vero e al bene.

Il vero uomo è colui che vive secondo tali leggi, che sono fondate in primo luogo nella natura umana e in ultimo in Dio, autore di essa, le quali leggi sono il fondamento del diritto positivo, che da esse riceve valore.

Sarebbero queste le semplici parole del Buon Pastore di cui sentiamo il bisogno, che ci dovrebbero indirizzare in questi tempi di totale decadentismo, perché noi siamo il sale della terra e non possiamo cadere coi decadenti contemporanei né ci possiamo far dettare l’agenda da Fedez o Zan, perché noi italiani ed europei abbiamo la Scolastica, la Patristica, la Dottrina Sociale della Chiesa, ovvero i Giganti della storia, anche se qualcuno vorrebbe riempirne i contenuti di polvere e di muffa.

 


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Concordo. Ben scritto e chiaramente argomentato. Semplice ed incisivo.