Eterofobia, armi biologiche e notizie controllate dai poteri forti


A 80 GIORNI DALL’INIZIO DEL SEMESTRE BIANCO, SEMBRANO LONTANISSIME LE ELEZIONI CHE GRAN PARTE DEL CENTRO-DESTRA SI AUGUREREBBE

A cura di Matteo Orlando

Oggi comincio le pillole di controinformazione citandovi un’intervista che abbiamo fatto al professor Filippo Maria Boscia, Presidente dell’Associazione Medici Cattolici che ha dichiarato che tra poco “dovremo fare una legge contro la eterofobia”. Inoltre ci ha ricordato che “non tutto quello che è scientificamente possibile è moralmente lecito”.

“Il Covid è l’inizio di una nuova era delle armi genetiche? Dalla Cina notizie sconfortanti”, abbiamo titolato un articolo della nostra Emanuela Maccarrone. Cosa è accaduto? Che alcuni documenti, ottenuti dal Dipartimento di Stato americano mostrano l’interesse della Cina per la produzione di armi biologiche, tra queste i Coronovirus della Sars.

Naturalmente questa notizia non è stata granché diffusa perché, come ha scritto il nostro Gian Piero Bonfanti, “Anche in Italia le notizie sono controllate totalmente, e centralmente, da poteri forti”. Google, Facebook e Youtube controllano e veicolano l’informazione. la propaganda di stato ha raggiunto livelli oramai irreversibili. le notizie sono controllate a seconda degli interessi di chi è seduto nella “stanza dei bottoni”.

Anche questo ha portato il costituzionalista Daniele Trabucco, in un suo articolo, a riflettere sul fatto che il costituzionalismo ha fallito miseramente perché parte dalla pretesa (irrealizzabile) di limitare il potere. Peraltro, come ci ricorda Giuseppe Brienza, a 80 giorni dall’inizio del semestre bianco, sembrano lontanissime le elezioni che gran parte del centro-destra si augurerebbe.

A proposito di destra, l’avvocato Dalila di Dio, in un suo articolo dal titolo “Quella del ‘fascio’ Ramelli è una storia che si ripete”, ci ha ricordato il quarantaseiesimo anniversario della tragica morte di Sergio Ramelli, studente diciottenne del Fronte della Gioventù assassinato a Milano dai sinistrorsi… Mentre lo storico Andrea Rossi, in un suo articolo, ci ha spiegato che “un certo antifascismo serve a peggiorare la già complessa convivenza civile in Italia”.

Convivenza che in questi giorni è turbata dal ddl Zan sull’omotransfobia che si aggira per le aule del Senato. “Non possiamo farci dettare l’agenda da Fedez o Zan, guardiamo ai ‘Giganti'”, ha scritto Matteo Castagna, parlando del decadentismo post-moderno e dell’attualità classico-tomista.

In realtà il problema non è l’omofobia, ma l’esatto contrario. Infatti Angelica La Rosa ci ha raccontato di un recentissimo episodio di indottrinamento gender che è ancora in atto in una scuola elementare del nord-est italiano. E sono stati gli stessi genitori a denunciare un laboratorio “sul superamento degli stereotipi” per i bimbi di una classe prima elementare…

Il teologo Skrzypczak, intervistato da Bruno Volpe, ha dichiarato che “L’ideologia gender è satanica” ed ha invitato i gay “a vivere la castità”. Inoltre questo sacerdote polacco ha spiegato che è buono il femminismo che porta alle giuste rivendicazioni economiche e sociali. “Mentre è errato, e persino diabolico, quello che fa credere che il corpo sia proprietà assoluta della donna e che possa farne quello che vuole arrivando persino alla pratica abominevole dell’aborto che è un omicidio”.

A proposito di famiglia, ma quella naturale, Giuseppe Brienza ci ha ricordato in un suo articolo che le famiglie sono sempre più indebitate con il Covid ed è arrivato il momento di ripensare al quoziente familiare. Quoziente familiare significa stabilire un criterio di progressività del sistema tributario in ragione della capacità contributiva della famiglia nel suo insieme. Dato uno stesso livello di reddito di due diversi soggetti, se su uno di essi gravano oneri che ne riducono la capacità contributiva, l’imposta non dovrà colpire il reddito in quanto tale, ma quello diminuito dei costi necessari per far fronte a questi oneri.

Sempre Giuseppe Brienza, a proposito di famiglia, ci ricorda che sul divorzio l’Italia ha ricevuto in questi ultimi mesi una lezione niente meno che dalla Cina. Infatti, nell’ultimo anno in Italia, causa pandemia, si è arrivati a concedere il “divorzio breve” anche via mail. In Cina, invece, nazione che non ha certo vissuto un periodo di emergenza sanitaria meno grave del nostro, una nuova legge ha introdotto, prima dello scioglimento del vincolo familiare, un periodo obbligatorio di “riflessione” di 30 giorni. E consideriamo che nel nostro paese, tra il 2015 (anno d’introduzione del “divorzio breve”) e il 2016, i divorzi sono passati da 50mila a 80mila e, secondo gli ultimi dati, si sono ormai attestati ad oltre 85mila casi annuali.

In un mio articolo abbiamo poi spiegato chi è il nuovo inviato speciale dell’UE per la difesa della libertà religiosa fuori dall’Europa. Ma ci siamo chiesti: E la libertà religiosa all’interno dell’Europa? Perché è all’interno dell’Unione Europea che molti diritti legalità alla libertà religiosa non vengono rispettati…

Infine, lasciatemi ricordare il beato Rosario Livatino, un giudice “Sub Tutela Dei”, un magistrato che, come scrive Diego Torre, a differenze di certuni oggi, non passava dossier ai giornalisti, non parlava con alcuno del suo lavoro, rispettava le persone indagate, credeva nella sua indipendenza di giudizio.

 


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