Qual è lo straordinario e generalizzato martirio di cui parla il 3° segreto di Fatima?


FATIMA: BLASFEMIA E PROFEZIA A CONFRONTO (seconda parte)

Di Diego Torre

Il martirio è una condizione costante della Chiesa, come Gesù ha annunciato nel Vangelo, e come, a proposito del “segreto”, ci confermava l’allora card. Ratzinger, poi Benedetto XVI: “Le grandi visioni hanno sempre una duplice dimensione: un significato umano e vicino, ed un valore permanente.” E circa l’attualità del messaggio egli cosi dichiarava il 13.5.2010: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”…

Ma quale può essere questo straordinario e generalizzato martirio di cui parla il 3° segreto? Il pensiero corre certamente alle 3 aree in cui la persecuzione dei cristiani infierisce più visibilmente:

– il mondo comunista dove la Chiesa è oppressa, carcerata, umiliata;

– il mondo induista in cui i cristiani vengono repressi con le leggi;

– buona parte del mondo islamico dove non è possibile per loro manifestare minimamente la propria fede, se non a prezzo della vita o della libertà.

Ma l’avversario più subdolo è nel mondo occidentale scristianizzato. Infatti “Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le proprie voglie”(Benedetto XVI, 18.4.2005). ”E’ la povertà spirituale dei nostri giorni, che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. È quanto il mio Predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, chiama la “dittatura del relativismo”, che lascia ognuno come misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini. E così giungo ad una seconda ragione del mio nome. Francesco d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! Ma non vi è vera pace senza verità! Non vi può essere pace vera se ciascuno è la misura di se stesso” (Papa Francesco 22.3.2013).

E’ il nulla che avanza, la frivolezza, l’assenza di valori naturali e rivelati che induce l’uomo a vivere un’esistenza priva di significato. In tale contesto culturale e spirituale, soltanto il capriccio rimane alla guida delle scelte umane. Gli errori della Russia, di cui parlava la Madonna a Fatima, hanno subito una parziale mutazione genetica e si sono fusi col materialismo pratico dell’occidente scristianizzato, dando vita a quanto denunciato dai Papi.

Tale nuova persecuzione si esprime nel disprezzo delle radici cristiane, nelle legislazioni contronatura vigenti in tanti Stati, nelle stragi dell’aborto e della fecondazione extracorporea, nell’aggressione alla famiglia, nella promozione dell’eutanasia e dell’omosessualismo, e nella repressione culturale e giudiziaria dei cristiani.

La risposta a tale fosco quadro è di Benedetto XVI: “Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità …sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina (Ef 4,14) … Noi invece abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. E’ Lui la vera misura del vero umanesimo. Adulta non è una fede che segue le onde della moda e le ultime novità. Adulta è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo.”

A questa centralità di Cristo ci richiama incessantemente la Madonna! A riporre in Lui ogni speranza, a sottoporre tutto alla Sua dolce signoria, a confidare a Lui ogni angoscia. In tale sforzo, che nel secolo presente sarà più duro per lo scontro di due opposte concezioni dell’uomo, quella ideologica e quella naturale, Maria ci sarà a fianco. “Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima”(Benedetto XVI, 13.05.2010).

La Madonna, profetessa del nostro tempo, è venuta a fornirci la soluzione dei mali: consacrarci a Lei, invocarLa con il S. Rosario, offrire la penitenza richiesta con forza dall’angelo nel 3° segreto, diffondere la devozione al Suo Cuore Immacolato, praticare e diffondere l’esercizio dei primi 5 sabati.

E’ un messaggio quindi di lotta e di speranza! Ella ci sosterrà fornendoci l’energia sovrannaturale per raggiungere gli obiettivi indicati a Fatima, per sconfiggere la stirpe del serpente e per costruire , dopo tanta lotta, quel regno glorioso che ci ha promesso il 13 luglio del 1917: “Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!”.

 


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