“Omofobia”, parola fuorviante che serve a far passare ideologie e teorie pericolose


QUARANTA ANNI FA COME OGGI SI TENEVA IL REFERENDUM SULLA LEGGE 194, UN TRISTE E DOLOROSO ANNIVERSARIO…

Di Maria Bigazzi

Il 17 maggio 1981 nel nostro Paese si teneva il referendum sulla Legge 194 che nel 1978 aveva introdotto l’aborto in Italia. 

Ad oggi sono passati 40 anni, un triste e doloroso anniversario che mette ben in evidenza l’attacco alla dignità dell’uomo, un attacco che parte proprio da uno dei diritti più importanti e inviolabili: il diritto alla vita.

Se non viene riconosciuta la sacralità della vita e non viene considerata come uno dei doni più preziosi di Dio, allora ogni male diventa lecito. E a dimostrarlo è proprio l’aborto, che giustamente si può definire uno sterminio, dove vittime innocenti e silenziose ma dotate di diritti, vengono uccise con l’assenso della legge.

Oggi viene anche festeggiata la giornata contro l’omofobia, parola fuorviante che serve a far passare ideologie e teorie pericolose per la nostra società e i nostri figli.

Già, perché oggi si viene accusati di omofobia solamente se si elencano i pericoli delle ideologie Lgbt che mirano a stravolgere la nostra società, colpendo soprattutto i bambini che saranno i futuri cittadini. 

Chi si nasconde dietro tale accusa, per primo si ritiene diverso, in quanto rivendica diritti esclusivi, leggi esclusive, locali esclusivi e lessico esclusivo, attaccando con disprezzo tutti quelli che la pensano diversamente.

Deve essere ben chiaro che la persona in sé non viene giudicata, quanto invece gli atti che derivano da certe ideologie e che vedono persone vittime di teorie false e pericolose.

I bambini ad esempio, non sono oggetti che possono essere comprati o eliminati a proprio piacimento, e nemmeno usati per soddisfare il proprio desiderio di imitare la famiglia naturale. 

Non è accettabile che un bambino si trovi con due mamme o con due papà, in quanto si va palesemente contro la natura umana.

Tutti possono dare affetto alle persone, anche gli animali hanno comportamenti affettuosi nei confronti degli umani o dei bambini, ma bisogna distinguere l’amore dal sentimentalismo, perché amare qualcuno significa rispettarlo nella sua essenza, senza privarlo del proprio essere e dei suoi diritti naturali (diritto alla Vita, ad avere una mamma e un papà, diritto a una famiglia naturale…).

La natura stessa prevede che un bimbo nasca da un padre e da una madre, e tali figure, ciascuna nella propria diversità, hanno il compito di formare i figli e dare loro tutto quello che serve per affermarsi in quanto uomo e donna.

Così dice la natura, la scienza, la ragione e la morale, ma verrà negato dalla maggior parte delle persone, perché ormai si usa un solo slogan: “love is love”, dove per amore si intende anche uccidere i bambini nel grembo materno, privarli dei genitori naturali, usare gli embrioni come cavie da laboratorio e i bambini per sdoganare le proprie ideologie…

Ricordiamocelo bene: l’amore non è sentimentalismo, l’amore non è normalizzare una menzogna e sorridere indifferenti al male che ne deriva. L’amore consiste nel dire la verità e lasciare che ciascuno possa godere dei propri diritti naturali. E se dire la verità diventerà un reato, dobbiamo essere pronti anche a subire ingiustizie, ma mai dovremo perdere la speranza e avere paura di testimoniare il vero, perché se noi taceremo, grideranno le pietre (Lc 19,40).

Questo giorno dunque, ci invita a riflettere sulle cosiddette “conquiste” della società, che nella realtà hanno portato solo un grande male, colpendo l’uomo nella sua essenza e dignità.

Preghiamo con l’intenzione di riparare tutto questo male che colpisce l’uomo, affidandoci al Cuore Immacolato di Maria, unica via per riconoscere l’essere e la vita come un dono e un compito di Dio.

 


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