Shemà. Commento al Vangelo del 17 maggio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO:  Gv 16, 29-33

lunedì 17 maggio 2021

Oggi la liturgia ci fa iniziare questa settimana che precede la domenica di Pentecoste con l’ascolto e la meditazione del Vangelo secondo Giovanni in cui leggiamo la reazione dei discepoli di Gesù alle parole che abbiamo ascoltato la scorsa settimana e che costituiscono i suoi “discorsi di addio”. I discepoli, come leggiamo nel testo, riconoscono il fatto che Gesù ha rivelato tutto di sé, ha aperto il suo cuore confidando ciò che di più caro ha nel cuore per consegnarlo ai suoi discepoli, prima della sua Pasqua. Comprendiamo allora, noi, come in quel tempo i discepoli, che Gesù ci consegna la sua relazione col Padre. Egli desidera che anche noi partecipiamo di questa relazione perché questa è la felicità piena che Lui ci promette e che si può trovare solo nella relazione filiale con Dio e nella relazione fraterna tra di noi. I discepoli allora, intuendo questo desiderio di Dio di entrare in relazione con noi attraverso il dono di Gesù, dicono di credere in Gesù.
Eppure Gesù, lo leggiamo, risponde a questa loro affermazione con una provocazione, per insegnarci due verità fondamentali: la fede non è aderire a un bel discorso, non è riconoscersi nelle belle parole che ci incoraggiano, ma la fede è entrare nelle prove della vita e restarci con dignità e amore. Gesù fa riferimento infatti al suo modo di affrontare l’agonia che precede la sua passione, ci mette davanti la dignità e l’amore col quale Egli ha vissuto la solitudine e l’abbandono dei suoi amici, dei suoi discepoli. Questo significa che la fede non è un discorso ma un modo concreto di vivere, quello che ci ha mostrato Gesù, con la sua vita donata per amore nostro. Sarebbe troppo riduttivo pensare che per avere fede basti fare professione di fede davanti a tutti, soprattutto nella nostra società in cui di parole se ne ascoltano anche troppe.
Gesù oggi ci insegna che avere fede significa soprattutto saper vivere bene la solitudine, arrivare a trasformare la propria solitudine in un habitat di relazioni in Dio, così che possa diventare luogo di relazione con Dio stesso. Per questo chi ha fede è sempre una persona che porta la pace, perché trova la sua pace in Dio, sa stare con Dio, sa portare le offese e le ingiustizie davanti a Dio così da perdonare le mancanze umane.
L’altra verità che oggi Gesù ci comunica con le sue parole è questa: avere fede è un atto di coraggio che siamo tutti chiamati a fare in mezzo alle tribolazioni della vita, perché solo con questo coraggio, che è un dono spirituale, che viene dallo Spirito Santo, possiamo vincere noi stessi e non lasciarci vincere dallo scoraggiamento che ci provocano le sconfitte e i fallimenti che sperimentiamo nella vita. Chi crede è coraggioso, perché si affida a Dio e non a sé stesso.
Questo atto di affidamento, di relazione, ce lo dice oggi Gesù, è un atto di coraggio, perché ci vuole coraggio a lasciarsi amare, a lasciarsi guidare, ad affidarsi. Allora oggi invochiamo lo Spirito Santo che ci doni  la fede che desidera darci Gesù, quello che ci fa sperimentare la pace nella solitudine, nella desolazione, e il coraggio, nelle prove. Affidiamoci allo Spirito Santo, Datore dei doni spirituali, dei doni celesti, e invochiamolo in questo giorno per noi, per il mondo così provato, perché tutti i popoli del mondo, in particolare i popoli che vivono in Terra Santa, possano trovare pace in Dio. Buona giornata!

Gv 16, 29-33

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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