Ecco chi è San Costantino “il Grande”


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

L’imperatore romano Costantino, detto “il Grande”, passò alla storia per aver concesso ai cristiani la libertà di religione. Il suo celebre Editto di Milano, chiamato anche Editto di Tolleranza, del 313 d.C., sancisce un passaggio epocale della religione cristiana, rendendola da perseguitata a legittima e universale.

Flavio Valerio Costantino nasce a Naisso (Serbia) nel 280 circa. Suo padre, l’imperatore Costanzo Cloro, conosce la madre Elena in una locanda dove fa la serva. Si innamora e la sposa. Per motivi politici la ripudia mentre Costantino viene educato a corte. Condottiero valoroso, alla morte del padre, Costantino diventa imperatore d’Occidente. Chiama al suo fianco la madre Elena, donna buona e caritatevole (futura santa), e la nomina imperatrice.

Nel 312 d.C., la notte prima di una battaglia contro il rivale Massenzio (che si sarebbe combattuta sul ponte Milvio alle porte di Roma), in sogno gli sarebbe apparso Gesù. Il giorno dopo, l’imperatore avrebbe avuto una visione in Cielo: una croce e la scritta «sotto questo segno vincerai». Costantino fa coniare sugli scudi dei suoi soldati una X incrociata da una P, le prime due lettere greche della parola Cristo. Uscito vittorioso dalla battaglia sul ponte Milvio, dopo secoli di fallimentare politica anticristiana e feroci persecuzioni (si pensi a quella di Nerone nel 64 d.C. o a quella di Diocleziano nel 303 d.C.), nel 313 d.C., a Milano, “Costantino il Grande”, avviato verso la conversione, concede ai sudditi la libertà di professare la fede religiosa che preferiscono.

Per il Cristianesimo inizia un periodo di prosperità grazie ai provvedimenti di Costantino: la libertà di frequentare i propri luoghi di culto e di far conoscere Gesù a tutti, la restituzione dei beni confiscati ai cristiani, la concessione alla Chiesa di ricevere lasciti testamentari. La Chiesa diventa un vero e proprio Stato e comincia ad accumulare ricchezze che saranno utilizzate per dare assistenza ai poveri e agli ammalati e le permetteranno di diffondersi in tutto il mondo. Inoltre l’imperatore fa erigere alcune importanti basiliche a Roma – San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura (324), San Pietro (326-333) – e, con la madre Elena, si reca in Palestina dove fonda le Basiliche della Natività a Betlemme, della Resurrezione a Gerusalemme e dell’Ascensione sul Monte degli Ulivi. Costantino il Grande muore a Nicodemia (Turchia) nel 337. Egli desiderava essere l’imperatore di tutti i suoi sudditi, anche dei pagani. Per questo motivo, forse, solo poco prima di morire si fa battezzare.

 

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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