Non c’è altro nome in cui vi sia salvezza


Gesù fece molti miracoli e ben pochi sono stati scritti

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Paolo insieme ad altri prigionieri fu fatto imbarcare per Roma. Ma la nave fu colta da una tempesta e fece naufragio nell’isola di Malta. Dio non permise perdite di vite umane, ma il carico di frumento e la stessa nave furono perduti. Se avessero ascoltato il parere di Paolo, non avrebbero corso tutti quei pericoli e avuto quelle perdite.

A Malta, Paolo rimase tre mesi e vi fece diversi miracoli, per cui molti si convertirono. Poi fu fatto proseguire con altra nave per Siracusa, Reggio e Pozzuoli. Da qui proseguirono a piedi fino a Roma, dove gli fu permesso di prendere una casa a pigione e stare con un soldato di guardia. Fu molto aiutato dai fratelli nella fede e poté parlare di Cristo a molti.

Cominciò con gli ebrei più ragguardevoli che dimoravano a Roma, spiegando loro che era “a causa della speranza d’Israele che io sono legato da questa catena” (At 28,20). La gran parte di essi non volle credere in Gesù. Egli disse: “Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!” (v.28).

Gesù fece molti miracoli e ben pochi sono stati scritti. “Questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita”.

Pietro, Paolo, Giovanni e tutti gli altri Apostoli diedero la vita per Lui: non c’è altro nome in cui vi sia salvezza. “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Questa è la nostra fede!


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