Ecco chi è San Bernardo d’Aosta (o di Mentone)


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Patrono di alpinisti, scalatori e sciatori, secondo alcune fonti San Bernardo nasce ad Aosta, secondo altri documenti, invece, in Francia, a Mentone (Alpi dell’Alta Savoia) intorno al 1020. La famiglia lo fa studiare per indirizzarlo verso il sacerdozio.

Ad Aosta Bernardo è molto rispettato e amato per le sue doti di grande predicatore, capace di trasformare tante persone malvagie e dedite al vizio e al peccato in anime buone e timorate di Dio. A Bernardo, diventato arcidiacono della Cattedrale di Aosta, i superiori affidano una missione difficile e importante. Lo mandano sul Monte Bianco (la vetta più alta delle Alpi) e in questo luogo impervio deve costruire dei rifugi per accogliere i pellegrini che dall’Italia si dirigono verso la Svizzera e la Francia.

A quei tempi non c’erano le strade e le gallerie di oggi. Si viaggiava a piedi. E molti pellegrini si perdevano in mezzo alle bufere di neve. Alcuni morivano di freddo perché non c’era nessuno ad aiutarli. Bernardo parte con entusiasmo e arriva a due valichi che, in suo onore, verranno chiamati Gran San Bernardo (situato a oriente del Monte Bianco, collega la Valle d’Aosta con la Svizzera), e Piccolo San Bernardo (si trova sul valico occidentale, 300 metri più basso, e collega la Valle d’Aosta con la Francia).

In questi luoghi di montagna Bernardo fa costruire un monastero e due ostelli per accogliere i viandanti, offrire loro da mangiare e un riparo. Con i suoi monaci, innamorati di Gesù e della montagna, che come lui seguono la Regola di Sant’Agostino, Bernardo va alla ricerca dei dispersi, di chi non riesce più a trovare la strada, accompagnato da grandi cani dal pelo lungo, dall’aria buona e con la borraccia colma di liquore appesa al collo: i famosi cani di razza San Bernardo che, ancora oggi in montagna, vengono addestrati per cercare e soccorrere i dispersi in mezzo alla neve. Bernardo, però, non muore tra le sue montagne. Egli non ha mai smesso di predicare e di portare la pace. Durante uno dei suoi viaggi si ferma a Novara, dove finisce i suoi giorni nel 1081. Nel duomo di questa città piemontese sono custodite le sue spoglie. Viene festeggiato anche il 15 giugno.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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