Il vero tempio è il cuore: guai a chi vi mette idoli!


L’autore della vita, dei talenti, del tempo e della fede è Dio

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro gene razioni. Il Signore li ha resi molto gloriosi” (Sir 43,1-2). Sono questi gli uomini di fede.

È vero che ci sono altri uomini che si sono fatti fama e gloria per aver conquistato regni, o fatto opere d’arte, o scritto poesie: gloria mondana che poco dura. “Di altri non sussiste memoria, svanirono come se non fossero esistiti, furono come se non fossero mai stati” (v.9).

Ci sono tuttavia uomini che sono stati cari a Dio e che nella fede trasmessa alle generazioni future lasciano la più preziosa eredità: Enoc, Noè, Abramo, Isacco e Giacobbe, Mosè e Aronne, Pincas, Giosuè, Caleb, i Giudici, Samuele, Natan, Davide, Elia, Eliseo, Ezechia, Isaia, Giosia, Zorobabele e altri.

“E ora benedite il Dio dell’universo, che compie in ogni luogo grandi cose, che fa crescere i nostri giorni fin dal seno materno, e agisce con noi secondo la sua misericordia” (50,22).

L’autore della vita, dei talenti, del tempo e della fede è Dio: è Lui che dispone ogni cosa; ma ai suoi servitori assegna un destino di gloria.

Gesù maledice un fico perché senza frutti e questo secca. Entra in Gerusalemme e caccia via i mercanti dal tempio, dicendo di non profanare la casa di preghiera a Dio.

Il vero tempio è il cuore: guai a chi vi mette idoli! Il fico rappresenta la vita: guai a chi non porta frutti buoni. Invece d’interrogarsi sulla verità, i Giudei temono Gesù e cercano d’ucciderlo.


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