Shemà. Commento al Vangelo del 28 maggio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 11, 11-26

venerdì 28 maggio 2021

Oggi il Vangelo ci racconta due episodi che nel Vangelo secondo Marco vengono collegati: la maledizione di sterilità diretta a un albero di fichi, incontrato sulla via verso Gerusalemme, e l’entrata di Gesù al tempio di Gerusalemme. Il collegamento che questo Vangelo ci offre tra questi due eventi viene dichiarato alla fine del testo, attraverso la raccomandazione che Gesù dichiara ai suoi discepoli: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
La fecondità che Dio desidera dai suoi figli e dalle sue creature non viene dai traffici e dai commerci umani, ma dall’ascolto del Signore e dei suoi avvertimenti, dei suoi segnali nella vita, che possiamo cogliere solo quando restiamo in una profonda relazione con Lui. Il fico, infatti, è un albero che nella Bibbia è anche simbolo della sapienza, perché, secondo la tradizione rabbinica, il devoto si ferma a meditare la Torah, dolce come i fichi. Perciò, se il fico secca è perché non accoglie il suggerimento del Maestro, perché non porta frutto, come dovrebbe.
Ecco allora che, anche il tempio, sede della sapienza di Dio, segno visibile della Sua Presenza tra gli uomini che, come ben sappiamo, nella cultura biblica è messo anche in relazione al corpo umano, viene in un cero modo paragonato a questo fico, che alla fine si è seccato, perché non ha accolto in sé la vita di Dio, lo Spirito di Dio, la sua potenza d’amore che genera sapienza, bontà, dolcezza, simboleggiata nei frutti.
Chiediamo allora al Signore oggi che ci apra gli orecchi del cuore all’ascolto profondo dello Spirito, perché possiamo valutare la natura dei frutti che portiamo. Preghiamo insieme perché il nostro corpo, la nostra persona, le nostre relazioni, e, di conseguenza anche i nostri riti, non siano corrotti dalla logica di mercato che pian piano ci fa seccare tutto, fino alle radici, ma che, al contrario, ci portino a vivere un cammino di conversione, di redenzione, di vita feconda, sempre nuova, ogni giorno.  Buona giornata!

Mc 11, 11-26

 [Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània. La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città. La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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