Nel mondo non c’è nulla che sazia la fame e sete dell’eterno


ANCHE OGGI LE “VOCI” DI DIO SE LA PASSANO MALE

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Ti loderò, Signore, re, e ti canterò, Dio, mio salvatore… perché sei stato mio riparo e mio aiuto” (Sir 51,1-2). L’autore confessa di essere stato liberato “dal laccio di una lingua calunniatrice… dai morsi di chi stava per divorarmi… dalle molte tribolazioni di cui soffrivo… dal profondo del seno degl’inferi” (vv.2.3.5), Immerso in tali pene, invano cercò l’aiuto degli uomini. “Allora mi ricordai della tua misericordia, Signore, e dei tuoi benefici da sempre, perché tu liberi quelli che sperano in te e li salvi dalla mano dei nemici” (v.8). Egli fu esaudito e gli venne concessa la sapienza, cha aveva da tempo desiderato: “A essa ho rivolto la mia anima e l’ho trovata nella purezza” (v.20).

Ora la propone a tutti: “Perché volete privarvi di queste cose, mentre le vostre anime sono tanto assetate?” (v.24). Infatti, nel mondo non c’è nulla che sazia la fame e sete dell’eterno. “L’anima vostra si diletti della misericordia di lui, non vergognatevi di lodarlo. Compite la vostra opera per tempo ed egli a suo tempo vi ricompenserà” (vv. 29-30).

Dopo la cacciata dei mercanti dal tempio, i capi dei Giudei, invece di convertirsi, chiesero a Gesù chi gli avesse dato l’autorità di fare ciò. Essi non avevano accettato il Battista come profeta di Dio; meno ancora potevano accettare Gesù. Per questo egli li mise in confusione e li lasciò nella loro colpevole cecità e durezza di cuore. Anche oggi è così per le “voci” di Dio.

 


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