Più ricchi sono, più cercano paradisi fiscali e spassi


Ma pure per questi giunge la fine

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Io, Tobi, passavo tutti i giorni della mia vita seguendo le vie della verità e della giustizia” (Tb 1,3). Della tribù di Nèftali, fu deportato a Ninive in Assiria con la moglie Anna e il figlio Tobia.

Uomo pio e caritatevole, faceva elemosine e dava sepoltura ai cadaveri di suoi connazionali uccisi e lasciati ai cani. Per questo aveva dovuto subire esilio e confisca dei beni. Tornato, non la smise di fare come faceva prima, criticato e canzonato dai suoi vicini.

Divenuto cieco a causa dello sterco di uccelli caduto sugli occhi, tornò ad essere nel bisogno. Per un certo tempo, qualche parente lo sovvenne, mentre Anna, sua moglie lavorava la lana e la vendeva. Un giorno, oltre al salario pattuito, le regalarono un capretto. Tobi, nel timore che fosse stato rubato, voleva che fosse restituito ai padroni. Anna perse la pazienza e sbottò: “Dove sono le tue buone opere? Ecco, lo si vede bene da come sei ridotto!” (2,14).

Ingiusta persecuzione, malattia invalidante, povertà irrimediabile, una moglie contro: amaro è il calice, che tocca in sorte ad un eletto!

È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Sì, ma prima bisogna dare a Dio quello che è di Dio: il culto, la fedeltà all’Alleanza, la gloria.

Molti cercano di evadere le tasse e si lamentano se mancano i servizi. I doveri verso Dio non li sanno proprio: non hanno tempo per Dio; più ricchi sono, più cercano paradisi fiscali e spassi. Ma pure per questi giunge la fine.


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