La propaganda sta raccogliendo i suoi frutti


L’ILLUSIONE DI UN RITORNO ALLA NORMALITÀ

Gian Piero Bonfanti

Oramai la propaganda sta raccogliendo i suoi frutti.

Dopo un bombardamento mediatico riguardo la pericolosità di questo virus e dopo aver lasciato tutti quanti a confidare in una soluzione veloce per tornare alla situazione precovid, ecco arrivare come per miracolo il “mistico” vaccino.

Un composto sperimentale che però lascia molti dubbi.

Dubbi sulla composizione, per la tanto discussa questione legata all’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti.

Dubbi sulla sperimentazione, in quanto le tempistiche di approntamento sono state troppo rapide per poter calcolare ed osservare effetti a medio lungo termine.

Dubbi sulla sua efficacia, perché anche gli stessi promotori di vaccino non possono garantire l’efficacia del prodotto.

Dubbi sulle reazioni avverse in quanto giungono notizie allarmanti nonostante la censura stia cercando di occultarle in tutti i modi.

Ma allora perché una persona si dovrebbe inoculare questa sostanza se non vi è la certezza matematica della sua sicurezza e della sua efficacia?

Prima di rispondere a questa domanda però è importante anche riflettere su una frase che sta circolando sulla bocca di qualcuno, ovvero quella per cui sarebbe “meglio morire per vaccino piuttosto che morire per covid 19”.
Peccato che se una persona contrae il covid può ricorrere a cure efficaci, mentre chi subisce reazioni avverse gravi da vaccini non ha la possibilità di essere curata. Infatti vaccinarsi o meno é una scelta che condiziona la vita.

Aver subito un bombardamento mediatico unilateralmente, ha prodotto questo lavaggio del cervello. Infatti molte persone non hanno più il buon senso, non usano più la ragione.

Ma soffermiamoci ora sulle motivazioni che sono addotte da chi sceglie di vaccinarsi.

Le risposte saranno: “perché lo fanno tutti ed è necessario debellare il virus”, “perché voglio tornare alla normalità”, “perché voglio andare in vacanza tranquillo”, “perché voglio il green pass per andare all’estero”…e via dicendo.

Già, tutte motivazioni dettate dalla voglia di tornare ad una situazione di “normalità”, qualcosa che ci porti fuori da questo “incubo”. Non si percepisce però che questa non é la strada, perché il virus muta in quanto sorgono varianti di virus, e quindi poi sarà necessario fare altri richiami, continuare con le regole dei lockdown e mascherine, e così all’infinito.

Non dimentichiamoci che tutto lo scorso anno è stata amplificata la paura a livelli esasperati, sono state sospese tutte le libertà garantite dalla nostra costituzione, è stata danneggiata irreversibilmente l’economia del paese, è stato diviso un popolo favorendo anche la delazione, sono stati abbandonati i nostri anziani, lasciandoli in isolamento nelle loro abitazioni, in attesa che si calasse il sipario anche per loro.

Ebbene, anche chi è cosciente di tutto ciò sta cedendo comunque al ricatto.

Un ricatto subdolo, di una dittatura seminascosta, senza volto ma che comunque condiziona le vite di tutti noi, costantemente e viscidamente.

D’altronde, se la priorità degli italiani è andare in vacanza a costo di farsi un vaccino, cosa ci si può aspettare d’altro?

Ci piacerebbe trovare una sola persona che si accosti alla vaccinazione pienamente consapevole dei rischi, che condivida eticamente l’assunzione del farmaco e che possa essere estremamente fiduciosa su risultati ed effetti collaterali.

Sarebbe una ricerca vana, troveremmo solo persone che si prestano allo scambio per un piatto di lenticchie.

“Una volta, rientrato affamato dalla campagna, vide Giacobbe che aveva cotto un piatto di lenticchie. Quando gli chiese da mangiare poiché era sfinito, Giacobbe chiese in cambio la primogenitura, e Esaù accettò (cfr. Genesi 25,29-34).

Ognuno è libero di scegliere, ma oggi sembra che con l’obbligo vaccinale e con il ricatto propagandistico ci si stia avviando verso la fase dove qualcuno sceglie per gli altri.

Ricordiamoci del grande valore della libertà conquistata con il sangue dei nostri nonni, e non facciamocela sottrarre facendoci abbindolare con false promesse.


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