Pochi conoscono Cristo, espressione massima dell’amore di Dio per noi peccatori


SOLENNITÀ DEL SACRO CUORE DI GESU’

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Il Crocifisso è il centro della storia. Egli attira tutti a sé. “Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua”(Gv 19,34).

Il discepolo amato ricordò la profezia: “Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto” (Zac 12,10).

Dio fatto uomo, crocifisso per amore si presenta con le mani e piedi inchiodati e col cuore trafitto, da cui sgorgò “acqua e sangue”.

“Il mio cuore si commuove dentro di me… e non verrò da te nella mia ira” (Os 11,8.9), dice Dio al suo popolo ribelle ma amato. Altrimenti, chi potrebbe sussistere?

S. Paolo, che conobbe l’ostinazione che acceca il peccatore, ebbe la grazia di sperimentare l’abisso dell’amore di Cristo, “che supera ogni conoscenza” (Ef 3,19).

Egli lo augura a tutti, ben sapendo che pochi conoscono Cristo, che è l’espressione massima dell’amore di Dio per noi peccatori. Se uno lo guarda con amore, da quel Cuore scende la misericordia.

Il S. Cuore di Gesù è la fonte inesauribile della grazia. A S. Margherita M. Alacoque, Egli lo fece vedere ferito, circondato di spine, sormontato da una fiamma e da una croce, dicendo: “Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini!”.

La vera religione è una corrispondenza di amore puro, che solo dall’intimo del cuore può sgorgare. Dio vuol essere amato con tutto il cuore.


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