“Leggere le loro vite ci permette di specchiarci e di ritrovare noi stessi”


MARIELLA LENTINI: “CI HO MESSO TRE ANNI A SCRIVERE QUESTO LIBRO. HO LETTO OLTRE 5 MILA BIOGRAFIE. POI HO VOLUTO INSERIRE ANCHE BEATI, VENERABILI E TESTIMONI. HO CONSULTATO CIRCA CENTO LIBRI CHE PARLANO DI SANTI, FREQUENTATO BIBLIOTECHE ECCLESIASTICHE, CERCATO I PORTALI ON LINE DEDICATI ALL’AGIOGRAFIA”

Di Matteo Orlando

“Santi compagni guida per tutti i giorni” di Mariella Lentini (Casa editrice Espansione Grafica, 480 pagine) è una bellissima raccolta di agiografie arrivata alla seconda edizione. Il volume, illustrato a colori, giorno dopo giorno, dal 1° gennaio al 31 dicembre, racconta vita, opere, miracoli e preziosi insegnamenti di 365 santi e beati di tutto il mondo, vissuti dai primi anni del Cristianesimo ai giorni nostri. Il saggio, rivolto a giovani e ragazzi, ma anche a genitori, nonni e insegnanti, si avvale delle presentazioni di Giangiacomo Dapino, Maria Rita Parsi e Caterina Calabrese.

Mariella Lentini, siciliane, classe 1962, giornalista, scrittrice, addetto stampa, ha scritto per “Il Giorno”, “Confidenze”, “Cosmopolitan” e collaborato con Rete 4 alla trasmissione “Cara Maria Rita” curata da Daniela Bongiorno e condotta da Maria Rita Parsi (1993). Ha collaborato per oltre vent’anni anni con la Prof.ssa Maria Rita Parsi alla stesura di alcuni libri editi da Mondadori. Informazione Cattolica ha intervistato l’autrice del libro.

Come le è venuta l’idea della realizzazione del libro?

Nasce da un bisogno profondo maturato nel tempo, alla ricerca di serenità, passato attraverso frequentazioni di luoghi sacri – Lourdes, Pietrelcina, Abbazia di San Michele Arcangelo, Colle Don Bosco, Basilica di Sant’Antonio da Padova – l’ascolto di Radio Maria e la visione di TV 2000, per un riavvicinamento più consapevole alla spiritualità che non si limitasse solo a “pregare e chiedere nel bisogno” con un fine meramente utilitaristico. Da giovane non ci pensavo nemmeno, presa dall’impegno professionale e mille inquietudini. Poi verso la maturità  ho iniziato ad appassionarmi alla vita dei santi e a leggere le loro biografie che mi hanno affascinata.

E poi cosa è accaduto?

Nacque in me il desiderio di scrivere un libro utile agli altri, una guida che potesse sostenere le persone smarrite, scritto in maniera semplice e scorrevole, illustrato a colori, adatto a tutti, grandi e piccini, anziani adulti e bambini, insegnanti, educatori, genitori, nonni, catechiste. Il mio pensiero era rivolto soprattutto ai giovani – a loro ho dedicato il saggio – ai ragazzi di buona volontà, capaci di credere nel cambiamento, di lottare per difendere il Bene, contro la guerra, la violenza, il divario tra ricchi e poveri, l’inquinamento, il degrado ambientale, il disimpegno politico, sociale e culturale; ma anche e soprattutto a quei teenager che non sanno dare un vero senso alla propria vita e si perdono incamminandosi su strade sbagliate, recando tanto dolore ai loro genitori. Tra i giovani dilaga il senso generalizzato di vuoto, noia e indifferenza. La dipendenza dall’alcol è in aumento, così come la depressione, gli attacchi di panico e i disturbi alimentari quali anoressia, bulimia e fame nervosa. Tanti ragazzi non studiano e non lavorano, diventano schiavi del cellulare e del computer. I genitori sono sempre più in difficoltà. Certa musica, certe mode, certa televisione, lanciano messaggi fuorvianti, non edificanti per le nuove generazioni. Concetto espresso molto bene dal Cardinale Angelo Comastri in un suo messaggio che ho ricevuto: “Oggi, purtroppo, vengono proposti dai mezzi di comunicazione tanti modelli falsi e le conseguenze sono drammatiche. “Incensiamo il niente” (Salmo 4). Leon Bloy scrisse: “Esiste una sola tristezza, quella di non essere santi”. Il suo libro ci invita a ricordarlo: Grazie!”. Credo nella possibilità che questo libro possa diffondere il Bene, dare il buon esempio, offrire speranza nel futuro e un vero senso da dare alla vita, fare riscoprire i valori: la famiglia, la gratitudine, l’umiltà, lo spirito di sacrificio, ma anche la gioia, la fiducia, l’ottimismo.

In effetti, per amare i santi bisogna conoscerli…

Per questo ho scelto per il mio libro questo argomento. Non pensavo che sarebbe stato così faticoso e difficile, ma con tanta buona volontà, e pregando, ce l’ho fatta. Vent’anni fa scrissi il mio primo libro di denuncia sociale: Eclissi d’amore – storie vere di maltrattamenti in famiglia, psicologi fisici e sessuali, dagli anni Venti agli anni Novanta. Santi compagni guida per tutti i giorni è la sua continuazione poiché dopo la denuncia arriva la speranza: il messaggio è che si può uscire dal baratro, dalla violenza, esiste la possibilità di cambiare, di migliorare, far sì che la propria esistenza non sia inutile. La vita dei santi ne è una conferma.

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Un santo per ogni giorno dell’anno. 365 santi. Una bella fatica ma il risultato è godibilissimo…

Ci ho messo tre anni. Ho letto oltre 5 mila biografie. Poi ho voluto inserire anche beati, venerabili e testimoni. Ho consultato circa cento libri che parlano di santi, frequentato biblioteche ecclesiastiche, cercato i portali on line dedicati all’agiografia, ne esistono tanti. Dal portale www.santiebeati.it ho tratto le fotografie a colori di ogni santo, grazie al coordinamento del Dott. Francesco Diani che mi ha concesso l’utilizzo delle immagini. La selezione dei 365 personaggi che ho inserito nel mio libro – uno per ogni giorno dell’anno –  è stata ardua perché ogni giorno ci sono tanti santi festeggiati. La mia scelta è stata spinta dall’ispirazione personale, dalle storie che mi hanno maggiormente colpita. Le vicissitudini sono delle più svariate, e non pensavo esistesse una umanità così vasta. Santi sono stati nobili, re e regine, cavalieri e soldati, avvocati, medici e ingegneri, industriali, commercianti, artigiani, operai, artisti, insegnanti, mamme di famiglia, vedove, ex scapestrati che si sono poi convertiti, ricchissimi o poverissimi, anche mendicanti e portatori di handicap.

Ci fa qualche esempio dei santi che un lettore potrà trovare nel libro?

Nel libro si trovano i santi più amati e conosciuti come Maria e Giuseppe, Pietro e Paolo, gli evangelisti Luca, Giovanni, Matteo e Marco,  Francesco e Chiara, Antonio da Padova e Rita da Cascia, Caterina da Siena, Teresa d’Avila e di Lisieux, Bernadette, Don Bosco, Padre Pio. Ma anche tanti altri di cui si parla di meno come Marcello Candia, industriale lombardo, che vende tutto per andare in Brasile a costruire ospedali e Raoul Follereau “l’apostolo dei lebbrosi”, giornalista e scrittore francese, autore del famosissimo libro “Il libro dell’amore”; il siciliano Giorgio La Pira, sindaco di Firenze e deputato negli anni Cinquanta, che aiuta il popolo costruendo case popolari e difendendo i posti di lavoro; Pier Giorgio Frassati, figlio della Torino bene (suo padre Alfredo, senatore, era proprietario del quotidiano La Stampa) che lusso e bella vita non lo rendono felice come aiutare i bisognosi. Non solo frati, sacerdoti, suore o pontefici, insomma, come credono in tanti. Leggere le loro vite ci permette di specchiarci e di ritrovare noi stessi e ci insegna che chiunque può fare del Bene e dare un significato alla propria vita.  In particolare, ho inteso inserire nel libro tante figure femminili, vissute anche in secoli nei quali la donna era completamente sottomessa all’uomo. Donne coraggiose, che sanno affermarsi: protestano, lottano, predicano. Una santità al femminile da spendere come modello nel presente: Maria Maddalena peccatrice pentita; Lidia imprenditrice di successo del I secolo; Monica che tanto ha pregato per la conversione del figlio Agostino; Radegonda scappa da un marito violento e sanguinario rifugiandosi in un convento; Ildegarda scienziata, viaggiatrice, predicatrice; Notburga che si ribella a un padrone sfruttatore; Margherita Occhiena, contadina analfabeta, diventa il braccio destro di suo figlio Don Bosco; Giulia Colbert, ricchissima, che spende le sue fortune per fare del bene; Elisabeth Ann Bayley Seton, rimasta vedova ritrova la gioia di vivere aiutando i poveri; Eugenia Picco a 18 anni decide di farsi suora e di allontanarsi da una madre che cerca di indirizzarla verso una vita amorale.

Come ha strutturato il suo lavoro di ricerca testuale e fotografica?

Una volta effettuata la selezione ho iniziato a leggere le biografia del personaggio prescelto. Quindi scrivevo di getto una prima stesura con parole mie entro le 2500 battute, impaginando il testo  e inserendo le fotografie. La grafica, infatti, è opera mia. Anche la copertina è stata realizzata su mia indicazione: poiché reputo i santi raggi di luce per il nostro cammino, immaginavo un sole che nasce e risplende. E poi una strada, il percorso della vita di ognuno di noi, che può essere dritta, facile e gioiosa, oppure tortuosa, difficile, dolorosa.  Allora, come i naviganti, nella notte buia, seguono la luce del faro, unica via verso la salvezza, i credenti, pregando, si rivolgono ai santi, fari di luce e di speranza, certi di trovare in loro guida, conforto, aiuto. Da questo concetto nasce il titolo del libro che mi è stato suggerito da mia madre Agnese, alla quale sono molto grata per il suo prezioso aiuto. Il grosso del lavoro è stato verificare, poi, tutti i termini stranieri, che fossero scritti in modo corretto: date, eventi, miracoli, opere, congregazioni e leggende, notizie storiche e geografiche comprese: i santi che ho inserito nel libro sono vissuti in ogni epoca, dai tempi biblici ai giorni nostri, e sono originari di tutto il mondo. Terminato di scrivere le biografie, avrò riletto la bozza almeno venti volte, e fatta visionare da parenti e amici, prima di tutto da mia madre Agnese che ha collaborato anche all’editing del testo: autodidatta, molto colta per aver letto innumerevoli libri, dai classici ai romanzi rosa, con la sua seconda elementare è stata la mia più grande sostenitrice. Ogni volta usciva un refuso, un’inesattezza. E’ stata un’impresa titanica, ma bella, gratificante, illuminante. Mi ha tanto arricchita. Non sono nemmeno laureata. Mi sono sentita presuntuosa: credere di poter realizzare un’opera del genere! Eppure ci sono riuscita. Ho poi cercato chi scrivesse la presentazione, il prologo e la prefazione. Ho trovato la gentile disponibilità di persone amiche: Giangiacomo Dapino, avvocato, già responsabile diocesano del settore famiglia; Maria Rita Parsi, nota psicoterapeuta e scrittrice, con la quale ho collaborato per oltre vent’anni, e Caterina Calabrese, giornalista, scrittrice, laureata in scienze religiose. Non ancora soddisfatta, ho realizzato alcuni indici che ho inserito alla fine del libro, utili per i lettori, per luogo e data di nascita, categorie, e protezioni con l’elenco in ordine alfabetico di mestieri, malattie e situazioni varie. La ricerca delle fotografie è stata certosina, immane: ce n’erano anche più di cento per ogni santo. Bisognava trovarle all’interno del file (in totale oltre ventimila), aprirle una per una, visionarle e scegliere quella più adatta per ogni personaggio. Di alcuni santi mancava l’immagine, allora mi sono recata in giro alla ricerca di fiori, soprattutto rose, che ho pubblicato nello spazio dedicato a San Juan Diego, veggente di Guadalupe. Ho preso qualche mia fotografia che avevo nel cassetto come la casetta dove è nato San Giovanni Bosco, ed ho utilizzato pure due miei quadri (vigneti e campagna toscana) poiché per hobby dipingo a olio. Anche la casa editrice Espansione Grafica mi ha fornito alcune immagini generiche che si riferissero ai luoghi vissuti dai personaggi come deserti, prati, monti, fiumi, laghi e campi di grano. Il risultato sono 480 pagine. E il saggio è arrivato alla seconda edizione.

Tra i santi maschi a quale si sente particolarmente vicina e perché?

Ce ne sono tanti. Prima di tutto Sant’Antonio da Padova, forse perché l’ho anche sognato. Quando  prego e mi rivolgo a lui sento di essere ascoltata. San Giuseppe da Copertino perché protegge gli esaminandi: soprannominato “Fratel Asino”, non riusciva a tenere a mente quello che studiava e, per volontà divina, è diventato sacerdote superando l’esame orale, pur non sapendo nulla. Io a scuola non brillavo, e ho conseguito una maturità professionale con un voto basso. E poi San Felice da Cantalice: gioioso e spontaneo come sanno essere i più piccoli, che lui chiama angioletti, racconta filastrocche, inventa favole, balla e canta. Tante volte mi sento ancora bambina, come il suo “fanciullino”.

Tra le sante donne a quale si sente particolarmente vicina e perché?

Santa Zita, il primo personaggio che ho scritto per il libro, per la sua semplicità. Era una domestica, patrona di Lucca. Spesso la prego che mi aiuti perché non eccello nei lavori casalinghi. Mi ricorda mia nonna materna Giovanna, portiera e governante presso una ricca famiglia. Beata Eusebia Palomina Yenes, spagnola, ha avuto un’infanzia molto povera. Anche io sono stata una bambina povera, emigrata dalla Sicilia al Nord con la mia famiglia negli anni Sessanta, in cerca di lavoro e di una condizione di vita migliore. E poi Beata Maria Luisa Corsini, sposata, madre di quattro figli, che in casa ospita i genitori, i suoceri e i nonni. Ammiro la sua capacità di conciliare la vita famigliare con la sua professione e il volontariato: crocerossina e catechista, aderisce all’Unitalsi accompagnando gli ammalati a Lourdes. E scrive libri.

 

A seguire la video-presentazione del libro a cura di Rosanna Lambertucci

 

 


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