Quale intesa potrà mai esserci fra Cristo e Bèliar, tra la Vergine Maria e la “Madre Terra”?


PER CONQUISTARE A DIO IL VIOLENTO NON SERVE ALTRA VIOLENZA MA L’AMORE

Di Padre Giuseppe Tagliareni

S. Paolo rileva ai Corinti l’urgenza della salvezza in Cristo, di cui egli è apostolo: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2Cor 6,2).

Un elemento da non sottovalutare è lo zelo degli Apostoli, che si sobbarcano le mille fatiche dell’evangelizzazione, comprese le lotte e le persecuzioni, tra condizioni di precarietà, di mancanza di mezzi.

“In ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio; siamo come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!” (6,4.9-10).

Il Vangelo di Cristo è il più grande dei tesori, perché in esso c’è la verità di Dio che libera e salva. “Non lasciatevi legare al giogo estraneo dei non credenti. Quale rapporto infatti può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Bèliar?” (6,14- 15). E tra la Vergine Maria e la “Madre Terra”?

Solo chi ama può arrivare a certi eccessi, come porgere l’altra guancia o cedere anche il mantello, che ti era necessario per coprirti.

Il violento non ama; forse non ha mai conosciuto l’amore. Per conquistarlo a Dio, non serve altra violenza, ma l’amore. “Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle”.

Ce n’è gente così?


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