Dio ama il riserbo, il nascondimento, il fare le cose solo per lui


ELEMOSINA, DIGIUNO E PREGHIERA SONO TRE OPERE PENITENZIALI CLASSICHE CHE VALGONO SEMPRE E SI COMPLETANO L’UNA CON L’ALTRA

Di Padre Giuseppe Tagliareni

 “Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà” (2Cor 9,6), dice S. Paolo ai Corinti, per fare presente la ricompensa promessa a chi è più generoso nel dare. E l’offerta va fatta di buon grado, “perché Dio ama chi dona con gioia” (v.7).

L’elemosina porterà frutto: “Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia” (v.10).

Un frutto immediato sarà l’inno di ringraziamento dei Santi di Gerusalemme a Dio per aver potuto godere della carità di tanti fratelli sconosciuti, ma fedeli in Cristo Gesù come loro.

Si scopre la realtà della Comunione dei Santi, sia nelle cose spirituali che in quelle materiali. “Pregando per voi essi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi. Grazie a Dio per questo suo dono ineffabile!” (vv.14-15).

Stupendo intreccio di doni spirituali e materiali in nome di Cristo, a gloria dell’unico Padre di tutti.

Elemosina, digiuno e preghiera sono tre opere penitenziali classiche che valgono sempre e si completano l’una con l’altra.

Tuttavia, bisogna farle con lo spirito giusto, che non è mai quello dell’esibizione per avere riconoscimenti umani. Dio ama il riserbo, il nascondimento, il fare le cose solo per lui. E “il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.


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