Ecco chi è la Beata Osanna Andreasi da Mantova


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Osanna (antico saluto ebraico che significa “evviva”) nasce a Mantova nel 1449 in una ricca e nobile famiglia. È figlia di Nicola Andreasi e Agnese Gonzaga. Con i suoi fratellini, all’età di sei anni, è in vacanza in campagna. Vestita elegantemente, Osanna passeggia da sola sulle rive del fiume Po. Ammira le bellezze della natura: l’acqua che scorre limpida, i fiori che crescono sulle rive, le folte chiome degli alberi, il sole splendente, l’azzurro cielo, le bianche nuvole. All’improvviso le appare un angelo che le mostra uno spettacolo ancora più maestoso: il Paradiso. L’angelo dice a Osanna di amare Dio, il Creatore e il Creato. La fanciulla rimane estasiata e, nonostante abbia solo sei anni, diventa saggia come un’adulta, mantenendo la purezza dell’anima. Gesù, Figlio di Dio, ama i bambini proprio perché la loro anima è ancora pura.

Osanna chiede subito al padre di imparare a leggere e di studiare teologia. La sua richiesta è molto strana. In quegli anni le donne non dovevano saper leggere, né tanto meno studiare teologia. Così alla bimba viene negata l’istruzione, anzi, per il suo futuro, si pensa di combinare un buon matrimonio. Osanna non si arrende. Prega sempre, incessantemente e un giorno le appare la Madonna. Le implorazioni della bambina sono state ascoltate e la mamma di Gesù, miracolosamente, insegna alla piccola il latino e le Sacre Scritture.

Osanna a quindici anni chiede di vestire l’abito religioso dell’Ordine delle Domenicane. Il padre si oppone, ma dopo una grave malattia della figlia e la sua prodigiosa guarigione, si arrende alla volontà di Dio. La ragazza, diventata terziaria domenicana, ha il dono delle visioni di Gesù. Prega, digiuna, fa penitenza ma vive anche in prima persona le vicende storiche del suo tempo. Regge con successo il ducato di Mantova, al posto di Francesco II Gonzaga, e fa da mamma ai suoi fratelli dopo la perdita dei genitori. Non dimentica di fare del bene ai poveri e ai bisognosi, anche usando le ricchezze di famiglia.

Compie molti prodigi come quando salva dal naufragio, nel fiume Po, un’imbarcazione e lo stesso Francesco II ferito durante una battaglia. Grazie alle sue preghiere, al duca di Mantova e a sua moglie Isabella d’Este nasce un bambino, l’erede tanto atteso. La monaca domenicana muore a Mantova nel 1505 e oggi riposa nel duomo della sua città.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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