Saverio Gaeta: “Per Medjugorje potrebbe accadere quanto deciso per Kibeho e San Nicolás”


«I FRUTTI PARLANO CHIARO: LI’ LA FEDE SPLENDE E LA VITA CAMBIA»: SU FAMIGLIA CRISTIANA SAVERIO GAETA FA IL PUNTO SUI 40 ANNI DI MEDJUGORJE, TRA CERTEZZE E DUBBI

A cura di Angelica La Rosa

«La Chiesa pare orientata a riconoscere le manifestazioni iniziali della Vergine. Molti si confessano e tornano a casa convertiti». Il giornalista e scrittore Saverio Gaeta fa il punto su 40 anni di presunte apparizioni a Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, in un’intervista che Famiglia Cristiana pubblica nel numero in edicola.

«Si tratta dell’apparizione pubblica più lunga della storia», precisa Gaeta, autore di Medjugorje Scienza e Fede, terzo volume di una trilogia, edita San Paolo, su queste mariofanie di cui è uno tra i massimi esperti. E sull’atteggiamento prudente delle autorità ecclesiastiche spiega: «La Commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini che ha indagato, per conto della Santa Sede, su Medjugorje dal 2010 al 2014 ha riconosciuto credibili le sette manifestazioni mariane avvenute tra il 25 giugno e il primo luglio 1981. Questo consentirebbe di approvare la veridicità di quanto accaduto».

Il cardinale Camillo Ruini ha dichiarato di recente: «L’idea che ci siamo fatti è che all’inizio fossero autentiche apparizioni mariane, poi potrebbero essere entrate in gioco dinamiche psicologiche, note agli studiosi. Comunque da Medjugorje continua a sgorgare un torrente di bene».

Una pronuncia ufficiale dalla Chiesa, tuttavia, non è ancora arrivata, per quanto Papa Francesco, proprio in virtù di questo “fiume di bene”, nonostante il giudizio sui fenomeni che ancora coinvolgono i sei veggenti di Medjugorje resti formalmente sospeso, abbia significativamente inserito Medjugorje tra i luoghi mariani coinvolti nella maratona di preghiera dello scorso maggio per chiedere l’intercessione della Vergine per la fine della pandemia.

«Sarebbe impossibile analizzare le 51 mila presunte apparizioni ricevute in questi quarant’anni dai singoli veggenti», spiega ancore Gaeta. «Tuttavia sarebbe sufficiente per la Chiesa riconoscere anche soltanto il primo periodo. A Kibeho in Rwanda o a San Nicolás in Argentina, per esempio, è stata riconosciuto soltanto il primo periodo delle apparizioni. Il resto non ha ricevuto un giudizio negativo da parte della Chiesa, è stato semplicemente accantonato. Per Medjugorje potrebbe valere lo stesso».

In ogni caso abbondano e sono innegabili i frutti spirituali. «Medjugorje è un’esperienza di grazia che ha dato l’occasione a tantissime vite di rifiorire», sottolinea Gaeta. «È un luogo che attrae, che genera conversioni, che ha riportato ai sacramenti tantissimi pellegrini in questi quarant’anni. Tuttavia, per una piena maturazione credo che Medjugorje da sola non basti e che siano necessarie le realtà ecclesiastiche locali. La fede non può reggersi solo sulle spalle dei grandi pellegrinaggi, ha bisogno di essere quotidianamente alimentata attraverso esperienze di incontro, preghiera, meditazione. In tal senso, un riconoscimento giuridico delle apparizioni mariane a Medjugorje da parte della Chiesa darebbe vita a una pastorale che approfondisca e offra itinerari catechetici fondati sui messaggi della Madonna».

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments