Difetti e giudizi: pagliuzze e travi


SE DIO CHIAMA, BISOGNA LASCIARE TUTTO E PARTIRE

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Il libro della Genesi racconta che dopo la Torre di Babele, ci fu la dispersione degli uomini sulla terra. Nella Mesopotamia si stabilirono gli antenati di Abramo, che Dio volle scegliere come capostipite di Israele, il popolo santo, attraverso il quale avrebbe dato la salvezza.

Un giorno lo chiamò e gli disse: “Vattene dalla tua terra… verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen 12,1-3).

Abramo credette e partì con la moglie Sara e i servi e tutti gli armenti. Aveva 75 anni e Sara non aveva mai avuto figli. Lasciarono Ur e si diressero a Carran, poi entrarono nella terra di Canaan e arrivarono a Sichem,

Il Signore apparve ad Abramo e gli disse: “Alla tua discendenza io darò questa terra”. Allora Abramo costruì in quel luogo un altare al Signore che gli era apparso” (v.7). Se Dio chiama, bisogna lasciare tutto e partire.

Difetti e giudizi: pagliuzze e travi. “Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

Chi non vede come siamo bravi a criticare? “Guardati!”, dice Gesù, perché “con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi”.


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