Non è stato ancora approvato il ddl Zan ma leggete cosa succede…


GIÀ SI IMPONE IN MOLTE SCUOLE ITALIANE…

Di Emanuela Maccarrone

Il Sottosegretario all’Università e alla Ricerca, Rossano Sasso, ha denunciato sulla sua pagina Facebook un fatto allarmante: “continuo a ricevere segnalazioni da tutta Italia di tentativi, più o meno riusciti, di manipolazione degli studenti in merito al ddl Zan e a questioni legate all’identità di genere”.

Sasso ha fatto notare che alcuni docenti avrebbero tenuto delle vere e proprie lezioni in classe come se il testo fosse già stato convertito in legge. “Il tutto senza tenere in considerazione opinioni o proposte normative alternative, come se qualsiasi posizione non ricompresa nel ddl Zan debba essere censurata o bollata con l’infamante marchio dell’omofobia”.

I genitori, ignari di quanto stesse accadendo ai loro figli, hanno dichiarato che le lezioni sono avvenute senza previo consenso informato e senza essere inserite nel patto di corresponsabilità educativa. Inoltre, le scuole coinvolte avrebbero negato qualsiasi forma di contradditorio alle famiglie che ne avevano fatto formale richiesta.

“Qui non si tratta di sacrosante battaglie contro ogni forma di violenza e discriminazione, temi sui quali siamo da sempre in prima linea, ma di subdole manovre per diffondere tra i minori ben identificate ideologie sull’identità di genere”, ha spiegato il Sottosegretario, confermando il suo appoggio alle associazioni e alle famiglie che non rimarranno in silenzio.

A testimonianza di quanto appena descritto, dal sito dell’Associazione Pro Vita e famiglia si apprende il malcontento di una mamma emiliana per quello che è accaduto nella classe di suo figlio. Durante un’ora di educazione civica, in conclusione di anno scolastico, tramite delle slide e un video, un’insegnante ha parlato di omosessualità e del Ddl Zan.

La donna ha chiesto di rimanere nell’anonimato per il timore di “ripercussioni e vendette”, tanto che ha aspettato la conclusione degli scrutini di fine anno prima di denunciare. Anche in questo caso i genitori non erano stati informati dell’iniziativa intrapresa dalla scuola.

“Sono offesa e indignata che il mio pensiero e quello di milioni di italiani sia considerato spazzatura da chi la pensa diversamente da me. Per di più era stato proposto, per rimediare, un contradditorio con un magistrato del Centro studi Livatino – quindi un giurista esperto – ma la dirigente ha rifiutato”, ha denunciato la signora.

Imposizione, diniego di ogni contradditorio e ritorsioni: sono queste le peculiarità del Ddl Zan, un testo che vorrebbe eliminare le ‘discriminazioni’, ma si dimostra sempre più nemico di ogni forma di democrazia.

Anche il Presidente dell’Associazione di genitori e amici di persone omosessuali (Agapo), Michael Galster, ha manifestato forti perplessità in Commissione Giustizia su questo disegno di legge. Galster ha riaffermato una verità ripetuta più volte e in diverse circostanze: “quando si dice che non c’è nessuna legge contro l’omofobia o la transfobia e tutti quanti leggono che non c’è alcuna tutela da parte della legge e del codice penale, è un falso. La legge c’è già, viene già applicata”. Galster ha difeso l’età delicata dei ragazzi e dei bambini sostenendo che le continue campagne rivolte alla fascia dei giovani “peggiora le cose, perché non può essere elaborato in modo articolato a quell’età e sarebbe utile invitare alla tolleranza”, così come “non si può applicare il codice penale su dei quattordicenni, è una questione educativa e non rientra nella fattispecie del codice penale”.

 


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