Dieci stati Usa contro la pillola abortiva mentre nella UE vogliono eliminare l’obiezione di coscienza


LA PREOCCUPAZIONE DELLA COMECE SULLA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SU SALUTE E I DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

Di Emanuela Maccarrone

Contrariamente a quanto vorrebbero gli abortisti, per i quali la RU 486 può essere presa dalle donne senza neanche una visita, dieci Stati americani hanno preso posizione contro la pillola a tutela della salute delle proprie cittadine donne.

Indiana, Louisiana, Alabama, Arkansas, Idaho, Kentucky, Mississippi, Missouri, Nebraska e Oklahoma stanno sostenendo le restrizioni che la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha disposto sull’accesso alla pillola abortiva, che sono attualmente contestate in tribunale dall’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) e altri gruppi abortisti.

Situazione ben diversa è quella che si vive in Europa dove la Chiesa cattolica nell’Unione europea (Comece) ha manifestato una forte preoccupazione per la ‘Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione della salute e i diritti sessuali e riproduttivi nell’Ue, nel quadro della salute delle donne’ (Risoluzione Matic).

Secondo la Comece “ il progetto di risoluzione è caratterizzato da una prospettiva unilaterale, in particolare sulla questione dell’aborto, che non tiene pienamente conto delle situazioni di vita delle persone interessate e dei loro corrispondenti diritti umani”.

La Risoluzione nega il diritto all’obiezione di coscienza, previsto dall’articolo 10.1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, oltre a dettare delle linee che ignorano il diritto degli Stati membri di definire la loro politica sanitaria e l’organizzazione e la fornitura di servizi sanitari e cure mediche.


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