Lo “scomunicato” Joe Biden e la coerenza di buona parte dei vescovi americani


IL PRESIDENTE AMERICANO JOE BIDEN POTRÀ ANCORA RICEVERE IL CORPO DI CRISTO?

Di Gian Piero Bonfanti

Cosa succederà ora nei rapporti tra il Vaticano ed i vescovi americani?

Quanto successo nei giorni scorsi ha dato sicuramente uno “scossone” ad una situazione che si è oramai stabilizzata nel tempo e che risulta paradossale soprattutto agli occhi di coloro che si sono spesi a favore della vita e per difendere i valori non negoziabili.

La Conferenza Episcopale USA ha infatti scelto di mettere ai voti, probabilmente a novembre, una «Dichiarazione sull’Eucaristia» che verrà preparata nel frattempo. La decisione è stata presa con 168 voti favorevoli, 55 contrari e 6 astenuti, nonostante il tema fosse stato sconsigliato dalla Santa Sede.

Questa precisa presa di posizione è una notevole iniziativa che rinvigorisce chi per anni ha ingoiato bocconi amari ogni qualvolta il tema abortivo veniva accettato e classificato come un “diritto” dalle alte cariche ecclesiastiche.

È chiaro che il riferimento dei vescovi americani è rivolto all’attuale Presidente USA, Joe Biden, il quale si dichiara cattolico pur condividendo pubblicamente le pratiche abortive. Così come sono chiari i riferimenti a Nancy Pelosi ed a tutto l’establishment del partito democratico americano che in modo menzognero si professano cattolici, raccogliendo voti e simpatie di tutto l’elettorato “cattolico progressista” del Paese.

Gli stessi non hanno fatto mancare la loro risposta ed hanno sfidato il vescovato americano con una dichiarazione in cui sostengono che il rifiuto della Santa Comunione ai politici pro-aborto è un “trasformare in arma l’Eucaristia”.

Uno dei firmatari, Ted Lieu, ha twittato ai vescovi statunitensi: “Ho sostenuto la contraccezione, l’aborto, i trattamenti per l’infertilità, il diritto per le persone di ottenere un divorzio ed il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso. La prossima volta che vado in chiesa vi sfido a negarmi la Comunione.”

Tutto questo dovrebbe essere un monito a chi sosteneva la “inspiegabile” presa di posizione della Chiesa a favore di Joe Biden durante le ultime elezioni presidenziali americane.

Un cristiano però deve difendere sempre la vita e quando la stessa si trova in pericolo è necessario alzarsi in piedi, come ci ricordava San Giovanni Paolo II. Altro che appoggiare chi si fa finanziare la campagna politica da chi gestisce cliniche abortive! Si prospettano tempi di gravi dissidi, anche considerato il fatto che la parte progressista della Chiesa si è dichiarata in appoggio alle posizioni del Presidente degli USA e si è subito creato un ennesimo caso di frattura interna tra i fedeli. Di certo si avvicina finalmente il momento dove saremo chiamati a dire “si’ si'” oppure “no no” e le persone si riveleranno per ciò in cui credono veramente.

Sarà curioso osservare come in ambito ecclesiastico si troveranno motivazioni per giustificare un personaggio rispetto ad un altro, un’idea rispetto un’altra, una visione fideistica in contrasto con un’altra. Forse tutto questo sarà propedeutico e ci aiuterà a tornare ad avere posizioni precise, considerando che negli ultimi tempi la confusione sta regnando sovrana tra chi indossa la talare o il clergyman e chi nessuno dei due.

Una discussione simile alla questione etica mossa da Mons. Schneider in merito alla presenza nei vaccini di linee cellulari di feti abortiti, oppure tornando ancora indietro nel tempo, ai famosi dubia mossi da alcuni prelati verso un’ enciclica controversa quale Amoris Laetitia e rimasti tutt’oggi senza risposte. Ebbene la confusione regna sovrana tra i fedeli e sappiamo bene chi è il principe del caos. Sicuramente arriverà il momento che verranno prese posizioni precise ed il periodo del “buoni tutti e teniamoci per mano” terminerà.

Questo potrà causare una profonda divisione sino ad un eventuale scisma in seno alla Chiesa? Non possiamo sapere come andrà a finire, però possiamo sicuramente tutti concordare sul fatto che ciò che si è creato nella Chiesa è un clima divisivo che ci porterà prima o poi ad una “resa dei conti”. Questo periodo di smarrimento volgerà al termine e finalmente potremo ritrovare maggiore serenità nella professione della nostra fede, ed a quel punto saremo liberi di chiamare i fatti con il loro vero nome.

La presa di posizione dei vescovi americani, che a molti potrà apparire come un fatto marginale, in realtà segna un passo determinante in ambiente ecclesiastico, non solo per il presidente Joe Biden & Co.

 


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Biden oltre a condividere le pratiche abortive, le promuove, le finanzia e vuole fare una legge proaborto per superare la Corte Suprema e l’autonomia dei singoli stati ed imporre così la carneficina a livello federale. Proprio un bel cattolico