La “sodomia” è uno dei peccati che grida vendetta al cospetto di Dio. Sfidare Dio è una grande stoltezza che si paga presto


SACERDOTI E RELIGIOSI SPESSO SI OMOLOGANO AL COSTUME DOMINANTE. DOV’È IL LORO CUORE?

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Abramo diede ospitalità ai tre personaggi divini. Il Signore ricambiò da par suo, prima promettendo il figlio (Isacco) e poi rivelando il suo disegno di giustizia nei confronti di Sodoma e Gomorra, città molto corrotte e perciò non meritevoli di continuare ad esistere.

In una di esse c’era Lot suo nipote, con la sua famiglia. Abramo si pose subito ad intercedere: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio?… Lontano da te il far morire il giusto con l’empio” (Gen 18,23.25).

Dio rispose che se vi avesse trovato un certo numero di giusti, avrebbe risparmiato quelle città. Incoraggiato Abramo chiese e richiese di abbassare quel numero, da cinquanta a dieci. E Dio lo concesse, perché Abramo trovò grazia ai suoi occhi e su di lui aveva il grande disegno di creare un popolo di santi, di uomini giusti e osservanti le divine disposizioni.

Purtroppo, in quelle città non si trovarono neanche dieci giusti. Era divenuto molto diffuso il peccato di “sodomia”, uno dei peccati che grida vendetta al cospetto di Dio. Sfidare Dio è una grande stoltezza, che si paga presto.

“Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”; chi vuole seguirlo lo deve sapere fin dall’inizio, per non doversi poi lamentare.

Egli non promette vita facile a chi lo segue e vuole il primato, anche sul padre e la madre. Il Regno di Dio lo esige.

I sacerdoti e i religiosi dovrebbero darne l’esempio; invece essi si omologano spesso al costume dominante. Dov’è il loro cuore?


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