Il mondo, oggi come ieri, perseguita i veri seguaci del Nazareno


La festa dei Santi Pietro e Paolo

Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

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La Chiesa fa festa per questi che sono i principi degli Apostoli: Pietro, la “Roccia”, che nei suoi successori, i papi, continua a dire: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!”, con la testimonianza della vita e della dottrina da Lui ricevuta; Paolo, “l’Apostolo delle genti”, che con la sua opera missionaria e le lettere da lui scritte, mostra a tutti che “Gesù Cristo è il Signore!”, da cui egli fu convertito sulla via di Damasco.

Il mondo, oggi come ieri, perseguita i veri seguaci del Nazareno: potere politico e religioso ostile, fanno a gara per uccidere le voci che annunziano il Vangelo di Cristo e la sua venuta nella gloria. Erode imprigionò Pietro, ma un angelo lo fece uscire dalla prigione. Egli dovrà prima pontificare per un bel po’ e alla fine morirà crocifisso in Roma, sotto Nerone (64 c.). Qualche anno più tardi, anche Paolo testimonierà con il sangue il Signore, alle Tre Fontane, dove sarà decapitato. Dare la vita per Gesù: ecco il fine dell’Apostolo.

La Chiesa non teme le Potenze degli Inferi, perché il suo fondamento è divino e Gesù sarà presente fino alla fine del mondo. Ciò non toglie che tanti cristiani e tutti i pagani non sanno chi sia veramente Gesù. E siccome non c’è altra salvezza, che accettare Lui nella nostra vita, i veri testimoni di Gesù sono i più grandi benefattori dell’umanità.

 


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Perché il mondo perseguita chi segue Gesù?

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se dipendeste[1] dal mondo, il mondo sarebbe favorevole a ciò che è suo; poiché invece non dipendete dal mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che vi ho detto: non c’è servo più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra» (Gv 15,18-20)..

La caratteristica del cristianesimo nel mondo non è la persecuzione ma la civiltà che i cristiani costruiscono, mettendo in pratica le parole e l’esempio di Gesù.
Una civiltà mai vista prima di lui, né lontano da lui.

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[1] Questa costruzione, ἐστιν ἐκ τῶν…, si trova nel testo greco anche in Lc 12,15; Gv 17,14.16; 18,36.