Libertà e cristianesimo in pericolo: si vogliono ‘soffocare’ parola e pensiero


AUGUSTA MONTARULI (FRATELLI D’ITALIA): “LEGITTIMO L’INTERVENTO DELLA SANTA SEDE E IN PIENO RISPETTO DELLA LAICITÀ DELLO STATO”

Di Emanuela Maccarrone

A Torino si è svolta la manifestazione #Restiamoliberi contro il ddl Zan che ha visto la partecipazione di vari esponenti politici e della società civile, preoccupati per questo disegno di legge.

“Vorrei trovare qualcuno che non sia d’accordo sul rispetto di ogni persona e di ogni opinione, ma qui ci troviamo di fronte ad una legge liberticida che mette a rischio bambini e donne,  perché verranno distrutti i loro diritti e noi questo non lo possiamo permettere. E’ in gioco la nostra libertà di espressione e non solo, si chiede che venga rispettata anche la libertà religiosa e quella educativa”.

Queste le parole di Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus presente insieme ad altri gruppi ed associazioni alla manifestazione.

Coghe ha denunciato anche un’altra violazione che riguarda il diritto di educare i propri figli. L’art. 7 del ddl Zan istituisce la giornata nazionale contro l’omofobia da celebrare nelle scuole di ogni ordine e grado. “E’ un’entrata a gamba tesa che viola il diritto di priorità educativa dei genitori”.

Alla manifestazione ha partecipato anche Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia e in prima linea contro il ddl Zan. Intervistata dall’Associazione Pro vita e Famiglia, Montaruli ha dichiarato legittimo l’intervento della Santa Sede e in pieno rispetto della laicità dello Stato.

“Quella della Chiesa non è un’ingerenza ma una difesa di coloro i quali, essendo cattolici, vogliono continuare a credere nella famiglia naturale e in tutto ciò che ne consegue. Mi auguro che la nota possa dare un ulteriore supporto alla riflessione”.

Dialogo che sembra mancare perché i sostenitori di questo disegno di legge sono decisi ad approvare il testo così com’è. Questo è “ancora una volta, sintomo di un estremismo ideologico”. E dalla recente manifestazione blasfema Lgbt, avvenuta in alcune città italiane, sembrerebbe addirittura che il testo Zan non basti.

All’odio lgbt contro il cristianesimo ha risposto l’organizzazione politica Militia Christi tappezzando il tragitto del #RomaPride, con le immagini e il commento al gay pride del 2000 di San Giovanni Paolo II.

Militia Christi ha voluto ricordare le parole di San Giovanni Paolo II e hanno voluto sottolineare che “c’è una Roma che non si piega alle offese di questa parata pornografica verso la Fede cattolica”.

Il Senatore Pillon ha ricordato all’associazione Pro Vita e Famiglia che grazie alla corretta informazione sempre più realtà, che non sono di centro-destra, hanno cominciato a manifestare delle perplessità. “Anche la Chiesa si è espressa ben due volte: prima con la Cei, poi addirittura con la Santa Sede che è intervenuta in modo chiaro e forte. A questo punto è chiaro che non è un testo che può essere accettato ma va pesantemente gestito”.

Il giornalista Mario Adinolfi ha sollecitato i credenti a “ribadire con chiarezza il diritto a professare la propria fede, il diritto pieno alla libertà religiosa”.

Adinolfi ha sottolineato che i cristiani potrebbero essere ‘imbavagliati’ riguardo le verità della fede, accusati pesantemente e additati come omofobi o retrogradi e bigotti solo perché manifestano il proprio credo religioso.

“Abbiamo ormai troppo chiaro che se continuassimo ad accettare supinamente le prepotenze e i diktat di questi anni, verrebbe presto o tardi messo in discussione il nostro diritto stesso di proclamare liberamente i principi cardine della fede tra cui quelli fondamentali della distinzione tra uomo e donna, la cui unione è il solo progetto che Dio chiama famiglia”.

 


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