Il matrimonio deve essere fatto sempre in Dio per averne la benedizione


GESÙ NON ANDAVA TRA I PECCATORI PER LASCIARLI NEI LORO PECCATI!

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Morta Sara, Abramo si vide costretto a comprare un pezzo di terra per seppellirne il cadavere. “Poi seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nella terra di Canaan. Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Ittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale” (Gen 23,19-20).

Fu questo il primo pezzo in suo possesso della terra promessa da Dio a lui e alla sua discendenza. Quando venne il tempo di far sposare Isacco, Abramo non scelse una donna tra i cananei, che allora abitavano il territorio, per non far cadere suo figlio nella loro falsa religione. Egli mandò il suo servo più anziano nella sua terra d’origine, per cercare una sposa che fosse della sua parentela. E così avvenne con tanti segni concessi dal Signore per indicare la scelta giusta. E fu Rebecca la ragazza destinata ad essere moglie di Isacco.

La storia dimostra la mano di Dio che tesse le sue trame luminose, se si cerca di fare la sua volontà. Il matrimonio non dovrebbe essere fatto sempre in Dio per averne la Benedizione?

Gesù mira al Regno di Dio: caccia demoni, guarisce malati, chiama a seguirlo nuovi discepoli, tra questi Matteo, un esattore delle imposte e perfino va a pranzo da lui, che fu felice di farlo incontrare con i suoi amici.

“Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”, dice ai giudei scandalizzati. Ma Gesù non andava tra i peccatori per lasciarli nei loro peccati!


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