Giuseppe Conte è come Barbie…


POVERO ROCCO CASALINO, NON SA PIÙ COSA INVENTARSI…

Di Dalila di Dio

Conte è come Barbie: c’è Barbie infermiera, Barbie avvocato, Barbie col camper…

E poi c’è lui: Conte avvocato del Popolo, Conte sovranista, Conte europeista, Conte non mi schiodo… Qualche giorno fa è stato il momento di Conte tennista.

Povero Rocco Casalino, non sa più cosa inventarsi…

Il Prof. Avv. Giuseppe Conte da Volturara Appula, per gli amici Giuseppi,  da ammanicato avvocato semisconosciuto al grande pubblico, tre anni fa si è trovato a Palazzo Chigi e, complice la paura pentastellata di perdere la poltrona e l’imprevedibile Covid, ci è rimasto fino allo scorso gennaio, quando hanno dovuto letteralmente scollarlo dalla poltrona per farlo andar via.

Giuseppi, però, si era abituato a tutto quel battere di mani, alle telecamere, alle cene coi potenti della Terra e alle dirette a reti unificate: quando tutto questo è finito, si è ritrovato in preda a ingestibili crisi di astinenza.

Il piano di diventare il federatore del centrosinistra è durato da Natale a Santo Stefano, così Giuseppi ha pensato di accontentarsi di quello che passava il convento e diventare il rifondatore del Movimento 5 Stelle, una accolita di scappati di casa senza arte nè parte ma disposti a tutto pur di non perdere i privilegi miracolosamente acquisiti.

Giuseppi, però, si è accorto ben presto di avere due problemi:
1. il M5S è agonizzante
2. Grillo non gli consente di fare il bello e il cattivo tempo come si era abituato a fare nei mesi di monarchia assoluta da Covid 19.

Giuseppi, però, di tornare a fare il professore non vuol proprio sentirne parlare: ha bisogno della ribalta.

Dopotutto, il potere logora chi non ce l’ha.

Giuseppi è in un cul de sac.

Tuttavia, sebbene modestamente dotato dalla natura, Giuseppi ha una qualità non trascurabile per un aspirante politico: padroneggia l’arte della manipolazione come pochi altri.

Questo, unito all’istinto di autoconservazione, ha condotto Giuseppi alla mossa della giornata di ieri: “guardatemi Bimbe, sono qui, buono e propositivo. Io vi voglio bene e voglio il vostro bene. Ho lavorato, ho studiato, ho fatto le notti in bianco solo per voi e quel cattivone di Beppe mi dice un sacco di cose brutte e cattive. Ma io che sono buono non ce l’ho con lui – che invece immotivatamente mi odia – quindi lo perdono. Gli chiedo solo di consegnarmi le chiavi del campo oppure smetto di giocare e mi porto via il pallone. Ma lo faccio per voi.”

Giuseppi sa che fare la vittima paga. Giuseppi sa che quando Grillo rispedirà le sue richieste al mittente lui potrà finalmente andarsene, portando con sè le bimbe, senza il fardello di un movimento agonizzante.

Quello che Giuseppi dovrebbe sapere, però, è che pure a Mario Monti i sondaggisti dicevano che avrebbe preso il 15%.

E dovrebbe anche sapere che chi sale troppo in alto cade, sovente, precipitevolissimevolmente.


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