I genitori di figli persi supplichino Gesù!


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Abramo ebbe Isacco. Questi ebbe Esaù e Giacobbe. Esaù per un piatto di lenticchie vendette la sua primogenitura (cfr. Gen 25,33).

Così Giacobbe si sentì in diritto di ricevere dal padre Isacco la Benedizione più grande. Questo suscitò l’ira di Esau. Giacobbe fuggi a Carran, anche per cercarvi una moglie tra i suoi parenti. Durante il viaggio, fece sosta e si addormentò su una pietra posta a guanciale.

Sognò una scala che dalla terra saliva al cielo e angeli che salivano e scendevano. Senti la voce di Dio, che disse: “Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre, e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato… E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra. Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai” (Gen 28,13.14.15).

Giacobbe rimase sbalordito del sogno e fece un voto a Dio. Unse di olio la pietra e la eresse come memoriale, dicendo: “Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo” (v.17). Solo con Gesù si aprirà quella porta.

Gesù premia sempre la fede, anche inespressa, come fu per quella donna guarita solo a toccare le frange del suo mantello; o quel padre che ormai ave va la figlioletta morta.

Gesù lo sostenne, dicendogli “continua ad aver fede” e fece risuscitare la figlia già morta e gliela restituì viva. Perché tanti genitori, che hanno figli persi, non si mettono a supplicarlo?


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