Se approvato il ddl Zan provocherà gravi ripercussioni in campo giuridico, sociale e scolastico


UN DISEGNO DI LEGGE CHE CREERÀ DIVISIONI E DISCRIMINAZIONI

Di Gian Piero Bonfanti

Oggi approda al Senato il famigerato Ddl Zan.

Un disegno di legge spinoso e sibillino che se venisse approvato avrebbe gravi ripercussioni in campo giuridico, sociale e scolastico.

Sì, perché la vera sconfitta è stata quella di aver assistito ad una movimentazione popolare a favore di un disegno di legge iniquo senza aver letto in molti casi un solo mezzo articolo dei dieci proposti dal disegno di legge.

La vera battaglia invece l’hanno combattuta i plotoni dei movimenti pro-life in questi anni contro i reggimenti del pensiero unico.

Questi ultimi avevano tutto il supporto del sistema mediatico, che ci ha asfissiato di campagne e promozioni arcobalenate, compreso le recenti trovate dei Ferragnez che tanto hanno occupato le cronache negli ultimi giorni.

Ebbene, aver chiesto mille per ottenere cinquecento sarà comunque per la lobby LGBTQI+ una vittoria che consentirà un ulteriore arrembaggio che sarà sferrato appena terminerà la discussione in aula.

Deve essere chiaro a tutti infatti che questo sarà solo l’inizio dell’empowerment di lobbies potenti in tutti gli ambiti sociali, soprattutto in quelli che faranno la differenza nelle scelte di tutti i giorni delle nostre famiglie.

Basti pensare come queste norme comporteranno gravi conseguenze nell’istruzione scolastica con l’introduzione della teoria gender e l’istituzione di giornate contro “omofobia” ed altro.

E questo è solo l’inizio.

Si aprirà la porta ad una deriva antropologica che creerà una falla irreparabile nel sistema giuridico e sociale, creando di fatto delle categorie protette, una sorta di élites sociali.

In fondo, chi reclama un rispetto maggiore di quello già previsto dalla legge, dimostra di non voler essere giudicato e tutelato come individuo pari a tutti gli altri, bensì vuole una considerazione privilegiata, praticamente una visione distopica orwelliana.

La sconfitta più grande è quindi quella dal punto di vista culturale.

Rattrista infatti vedere molte persone che solo per un buonismo imperante si schierano a favore di un disegno di legge liberticida, senza comprenderne la pericolosità.

Come affermiamo da sempre, queste leggi si ritorceranno verso coloro che le hanno promosse; purtroppo però a quel punto sarà tardi per comprendere il disastro che avranno causato.

A quel punto si sarà creata una “categoria” protetta che potrà dire e fare tutto quello che desidera, mettere in atto anche blasfemie, contro le quali nessuno potrà dire nulla.

Siamo sicuri che è quello che vogliamo?

Sosteniamo che questo sia un attacco frontale grave ad un sistema democratico ed in caso di approvazione, seppur parziale, avremo un precedente dal quale non potremo tornare indietro.

Non ci aspettiamo che la legge venga approvata totalmente, come non pensiamo vengano rifiutate le istanze del Ddl in toto.

A nostro avviso ci troveremo di fronte alla solita “soluzione all’italiana” dove non si accontenteranno tutti ma dove soprattutto non ci saranno troppi scontenti.

D’altronde, per farci digerire i cambiamenti è necessario convincerci un poco alla volta, un po’ come la rana bollita di Chomsky.

Beh, la cottura nel nostro Paese è già a buon punto.


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