Parlando in parabole Gesù disponeva tutti a meditare


LA PAROLA DI DIO ESIGE DI ESSERE MANGIATA E ASSIMILATA…

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne” (Es 16,2), accusandoli di volere la loro morte.

Anziché considerare la bellezza della meta, la Terra promessa, essi ebbero nostalgia dell’Egitto, dei cibi che lì mangiavano a sazietà, dimenticando la dura schiavitù. Era una tentazione a tornare indietro. Allora videro la gloria di Dio nel deserto. “Il Signore disse a Mosè: “Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: “Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio” (vv.11-12).

E avvenne che le quaglie coprirono l’accampamento e al mattino videro la manna, una sostanza granulosa che come rugiada era caduta tutt’attorno. Mosè spiegò che questo era il “pane” che Dio dava loro per mantenersi lungo il cammino: una razione al giorno per ogni persona; al quinto giorno dovevano prenderne due razioni, una in più per il sabato, giorno di riposo.

La manna durerà quarant’anni, tutto il tempo dell’Esodo: senza di essa sarebbero morti subito.

Il seminatore (Gesù) uscì a seminare il buon grano (la parola di Dio). Ma il terreno (i cuori) è ineguale: duro come la strada, pietroso, spinoso, buono. Certo, il frutto è ben diverso, fino a essere nullo.

Gesù parlava in parabole, così disponeva tutti a meditare. La parola di Dio infatti, esige di essere mangiata e assimilata; solo così porta frutto abbondante.


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