Finalmente gli italiani si mobilitano per difendere le libertà costituzionali


L’OBBLIGATORIETÀ DEL GREEN PASS DIVIDE I CITTADINI

Di Emanuela Maccarrone

“Gli italiani si vaccinino, il certificato verde serve per non richiudere“ . Così il premier Mario Draghi ha comunicato l’obbligo del green pass, a partire dal 6 agosto, per l’accesso presso determinati luoghi pubblici. 

Il tanto atteso ritorno alla normalità sembra lontano, mentre le varianti dilagano e con esse le incertezze.

In un suo recente intervento, il professore ordinario di Microbiologia a Padova, Andrea Crisanti, ha commentato il caso israeliano i cui dati hanno mostrato come il vaccino Pfizer abbia perso efficacia con la diffusione della variante Delta, a causa della quale la protezione con la doppia dose cala dal 94 al 64 per cento.

“Conferma i dati inglesi e cioè che la variante Delta infetta i vaccinati e si trasmette più pericolosamente. Per i non vaccinati si fa dura, perché sono più esposti al virus. Per i vaccinati invece resta importante mantenere le misure di sicurezza, perché esiste la possibilità di re-infettarsi”.

Il professore ha avvertito ipotizzando per il futuro il rischio di una nuova variante come risultato della fusione della Delta e della californiana ‘Epsilon’ “che combini contagiosità della Delta e resistenza della Epsilon”.

Intanto, l’obbligatorietà del green pass ha smosso molti cittadini che vedono in questa decisione come un’imposizione e un limite alle libertà costituzionali.

Sabato 24 luglio  hanno preso il via una serie di manifestazioni in molte città italiane tra le quali Roma, Torino, Bologna, Genova, Palermo, Milano, Napoli,  e sui social impazzano le proteste contro il green pass  come quella del ‘No green pass – adesso basta’  creata dal ‘Movimento nazionale no green pass’. 

Anche il gruppo Terapia domiciliare C-19, composto dai cittadini e dai medici che si sono mobilitati su Facebook in difesa della terapia domiciliare, ha organizzato una manifestazione per il 27 luglio alle 12.30 davanti alla sede del Ministero della Salute, per ribadire che “l’attenzione sulle terapie domiciliari precoci avrebbe evitato le eclatanti misure restrittive del green pass”.

‘Generazioni Future’, il cui Presidente è il giurista Ugo Mattei, ha lanciato un appello per la raccolta firme contro l’obbligatorietà del green pass: ‘ No al modello francese’.

“Tale operazione di schedatura sanitaria di massa rende obbligatoria, nella sostanza se non nella forma, la pratica vaccinale anti-covid che è ad oggi sperimentale ed i cui benefici verso terzi restano del tutto ipotetici”. È quanto si legge in una nota pubblicata nel sito ufficiale della società.

Il Presidente ha citato la storica sentenza della Corte Costituzionale 307/90 in base alla quale l’art. 32 della Costituzione (sulla tutela della salute) anche se ammette l’imposizione di un sacrificio del singolo in garanzia di un beneficio collettivo certo, a condizione che il sacrificio sia certamente vantaggioso anche per il singolo stesso,  non può dirsi soddisfatto laddove il farmaco sia ancora in fase sperimentale.

A riguardo, è stata ricordata anche la posizione del Garante per la Protezione dei Dati personali che ha dichiarato il green pass costituzionalmente ‘irricevibile’.

Pertanto, l’accorato invito di Mattei è stato verso ogni collega che rispetti la Costituzione, in qualità di giurista o di costituzionalista,  “a non utilizzare la propria visibilità mediatica per assecondare l’imposizione, di fatto, di un farmaco sperimentale come condizione di esercizio di una piena cittadinanza. Una tale imposizione di fatto o di diritto va invece respinta senza esitazione sia sul piano etico che su quello costituzionale”.


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