Operatori di scandali e malvagi saranno estirpati e bruciati nel fuoco eterno


GLI ANGELI FARANNO LA CERNITA

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Mosè chiese a Dio di mostrargli la sua gloria. Ma non si può vedere il volto di Dio e restare vivi. Allora Egli lo mise in una caverna e gli mostrò solo parte della sua gloria. Passò davanti a lui, proclamando: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione” (Es 34,6-7).

Prontamente Mosè si prostrò e chiese a Dio di avere pietà e di fare di loro il suo popolo, la sua eredità. Per divina disposizione Mosè costruì la tenda del convegno, dove si recava per conversare con Dio, che scendeva su una colonna di nubi. Questo fece per anni nel deserto ed era palese agli israeliti. Anzi, chiunque poteva consultare il Signore per mezzo di Mosè ed avere le sue risposte. Veramente Dio guidava quel popolo: profezia di quello che fa Gesù, Dio-con-noi nel santo Tabernacolo.

Buon grano sono i figli di Dio e zizzania sono i servi di Satana: sempre mescolati. Ma alla fine gli angeli faranno la cernita e tutti gli operatori di scandali e i malvagi saranno estirpati e bruciati nel fuoco eterno. Non farà ciò la giustizia umana, sempre imperfetta, ma quella divina. “Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!”.


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