Vaccini, la divisione tra persone è ogni giorno sempre più evidente


RACCOGLIAMO LE FORZE PER SETTEMBRE

Di Gian Piero Bonfanti

Anche quest’anno ci troveremo a fare i conti con il post vacanza e con le problematiche di tutti i giorni, se si possono definire vacanze quei giorni che comunque ci hanno dato preoccupazioni fuori dal consueto.

Una gran parte degli italiani quest’anno non è riuscita comunque a fare ciò che normalmente si definiva con “staccare la spina”.
Le disposizioni che abbiamo dovuto seguire e le notizie lette da quotidiani o ascoltate dai media, hanno colmato le nostre giornate donandoci, oltre allo sbigottimento e ad un senso di impotenza, in alcuni casi rassegnazione ed in altri rabbia.

Oltre a tamponi, vaccini e varie dichiarazioni rilasciate da uno o l’altro virologo, da uno o l’altro politico, o dal primo personaggio televisivo di turno che per far parlare di sé si esprime con trovate fino ad oggi impensabili, le nostre giornate sono trascorse tra preoccupazioni e discussioni, tradendo quella consueta spensieratezza che contraddistingueva le vacanze estive.

Eravamo abituati a settembre a ripartire con una forte spinta, chi a scuola e chi nel proprio lavoro.

Quest’anno invece siamo già stanchi ancora prima di ripartire, e questo non è propriamente un bel segno.

Si leggono i soliti commenti di chi inneggia al vaccino e chi invece non lo condivide, chi esalta l’ormai sdoganato green pass e chi invece sostiene che un lasciapassare ricorda i tempi delle persecuzioni naziste o le leggi razziali del 1938, chi pensa di essere più libero e tutelato affidandosi ad uno stato controllore accettandone i dictat che ogni giorno diventano sempre più restrittivi e chi invece crede ancora alla possibilità di un vita con la libertà alla quale eravamo abituati e che, erroneamente, consideravamo scontata.

La divisione tra persone è ogni giorno sempre più evidente ed il dialogo tra coloro che pensano in modo diverso sta assumendo toni sempre più accesi.

Un esempio tra i tanti lo possiamo notare se osserviamo gli ultimi post sui social del dott. Roberto Burioni.

Dopo l’ormai famosa frase scritta a luglio e tanto discussa “Propongo una colletta per pagare ai novax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci”, passiamo all’ultima sparata del 14 agosto “Gli insegnanti che senza motivo rifiutano il vaccino anti covid mettendo a rischio i loro studenti (che dovrebbero proteggere e formare con il buon esempio) non dovrebbero essere tamponati gratuitamente ma licenziati immediatamente. Vergogna per i sindacati che li difendono.

Rimango stupito dal fatto che dei sindacati, con giri ridicoli e fumosi di parole, non mettano al primo posto la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, sicurezza che in questo momento può essere ottenuta solo con la vaccinazione”.

A prescindere dal merito di queste affermazioni, va evidenziato una violenza oramai sdoganata nell’esprimersi.

Considerando che questo personaggio è uno dei più ascoltati ultimamente, possiamo ben immaginare come i toni si stiano sempre di più scaldando nei confronti di chi vorrebbe vederci chiaro nella questione tanto dibattuta in merito ai vaccini.

La libertà di pensiero che in passato davamo per scontata, oggi ci manca, e questa sensazione ci fa avere il fiato corto, come alla fine di una lunga corsa dove abbiamo speso tutte le nostre energie.

D’altronde, tra virus e lock down possiamo liberamente asserire di essere stati messi a dura prova ultimamente, chi per un motivo e chi per un altro.

Ma allora dobbiamo rinunciare a tutto? Dobbiamo rassegnarci a vivere “deponendo le armi” e subendo il pensiero di qualcuno che deve rispondere a logiche dettate da un pensiero unico e diffuse dal mainstream?

Forse è proprio questo il momento della rinascita, ricostruendo dalle macerie e cercando una visione più spirituale rispetto al degrado al quale purtroppo siamo stati abituati.

Nella giornata appena passata dell’Assunzione della beata Vergine Maria, ci è apparsa la nostra Madre Celeste con il suo sguardo materno ed abbiamo avuto la sensazione che ci abbia indicato la strada da seguire.

Dobbiamo fare appello alle nostre riserve di energia, riorganizzare le nostre vite e nel totale affidamento ripartire in questo nuovo anno di attività.

Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo ai nostri figli ed ai nostri nipoti.


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