Non è lecito venire meno alla parola data a Dio


MOLTI SONO I CHIAMATI, MA POCHI GLI ELETTI

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Al tempo dei Giudici, ci fu il caso di Iefte, che uscì in battaglia contro gli Ammoniti, per il possesso del territorio di Galaad. Egli fece un voto a Dio, dicendo: «Se tu consegni nelle mie mani gli Ammoniti, chiunque uscirà per primo dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore e io lo offrirò in olocausto».

Col favore di Dio vinse e umiliò i nemici d’Israele; ma tornando a casa sua, la prima persona che uscì per andargli incontro fu sua figlia. Con dolore egli le manifestò il voto fatto a Dio e volle adempierlo, perché non è lecito venire meno alla parola data a Dio e dopo due mesi concessi alla figlia, fece ciò che aveva promesso. Dio è l’assoluto Signore di ogni vita; ad Abramo chiese il sacrificio di suo figlio Isacco, che fu poi sostituito con un capretto. Iefte lo fece di sua volontà e non per divina richiesta. La figlia non si oppose a quella volontà di sacrificio che manifesta l’assoluta dipendenza da Dio. È ciò che farà Gesù offrendo se stesso in sacrificio, per espiare i nostri peccati.

Molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti. Dio invita al banchetto di nozze di suo figlio, ma molti declinano l’invito. E Dio chiama altri, magari più poveri dei primi. Ma tutti devono indossare la veste nuziale; chi non ce l’ha, sarà buttato fuori, dove c’è pianto e stridore di denti e le città ribelli saranno date alle fiamme. Solo gli eletti gusteranno il divino banchetto.


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