La vera logica nuziale è fatta di comunione, e di sacrificio reciproco


XXI DOMENICA DEL T.O. ANNO B

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Giosuè convocò a Sichem i capi d’Israele e propose di rinnovare il patto con Dio. Tutti acconsentirono, avendo visto le meraviglie della liberazione dalla servitù egiziana e i favori della conquista della “Terra dove scorre latte e miele”. Ben di più fa Gesù, nel proporci di seguirlo per conquistare il cielo. Egli ci dà la nuova manna che è l’Eucaristia, con cui comunica il Corpo, il Sangue, l’Anima, la Divinità. Lo fa per puro dono di Dio e per divinizzarci. Ne parlò apertamente nella sinagoga di Cafarnao. “Questo discorso è duro!”, dissero in molti e gli voltarono le spalle; anche parecchi dei discepoli. Gesù amareggiato e afflitto, disse agli apostoli: “Volete andarvene pure voi?”. Pietro prese la parola e disse: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Oggi vi sono molti maestri, che insegnano cose piacevoli; ma uno solo è Colui le cui parole sono “spirito e vita”: Gesù di Nazareth, vincitore della morte e del peccato. Ben pochi lo seguono.

La vera logica nuziale è quella di Cristo sposo e la Chiesa sua sposa. È una logica fatta di comunione e sacrificio reciproco: sono “una sola carne” e Cristo rende la sua sposa tutta bella agli occhi di Dio, lavandola col suo Sangue. Per lei si fa mettere in croce. Questo mistero è grande! Ce n’è abbastanza per stare sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.


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