Ecco chi sono i beati Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Luisa Corsini


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Non fondano congregazioni, non sono missionari, né eremiti. Sono marito e moglie, grandi lavoratori e hanno quattro figli. Beati davanti a Dio perché nelle loro azioni quotidiane hanno “semplicemente” amato. Il loro esempio illumina il cammino di tante famiglie moderne dove l’amore non è più di casa. Luigi Beltrame Quattrocchi nasce a Catania nel 1880, si trasferisce a Roma e si laurea in giurisprudenza. Qui conosce Maria Luisa Corsini, nata a Firenze nel 1884, scrittrice di libri educativi. È amore a prima vista. La coppia è costruita sulla roccia: tenerezza, dialogo e comprensione sono le fondamenta. Dopo il matrimonio nascono quattro figli. I primi tre abbracciano la vita religiosa e l’ultima, Enrichetta, diventa suora laica. I giovani sposi vivono in casa con i genitori di entrambi e i nonni di lei. Iniziano la giornata andando a Messa, la concludono recitando il Rosario. Lui è Avvocato di Stato, lei scrive libri: Radiografia di un matrimonio è il suo capolavoro.

Grazie alla fede superano le difficoltà come quando alla quarta gravidanza Maria rischia la vita, rifiutando di abortire. Andrà tutto bene ed Enrichetta vivrà 98 anni! I quattro figli crescono in un ambiente fatto di gioia, armonia e valori in cui credere. I coniugi aiutano i poveri che bussano alla loro porta e si impegnano nella società per migliorarla. Aderiscono all’Unitalsi accompagnando gli ammalati a Lourdes, lui come barelliere e lei come infermiera e sono terziari francescani. Maria è anche crocerossina e catechista. Durante la Seconda guerra mondiale, consacra i suoi tre figli alla Madonna recandosi al Santuario del Divino Amore. Filippo e Cesare, cappellani militari, si salvano e vivono quasi cent’anni, Stefania, monaca benedettina, si allontana dal convento poco prima di un bombardamento (muore a 85 anni). Il tempo per i coniugi Beltrame è un dono prezioso avuto dal Signore. Un capitale di inestimabile valore da far fruttare al meglio, da non sprecare in ozio o passatempi inutili. Il tempo va utilizzato per fare contento il Cielo, amando la famiglia, il coniuge, i figli, i genitori, il prossimo bisognoso di aiuto. E poi lavorando onestamente e partecipando al volontariato. C’è tempo per tutto, basta volerlo e organizzare la giornata senza sprecare un secondo. C’è tempo, allora, anche per pregare e ringraziare chi abita il Regno dei Cieli. Luigi muore a Roma nel 1951 e Maria Luisa nel 1965 a Serravalle (Arezzo).

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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