L’umanitarismo sanitario globale (e anti-cristiano) è servito!


IL CAPO DELLA SEZIONE SPAGNOLA CAROLINA DARIAS, DURANTE IL VERTICE DEI MINISTRI DELLA SALUTE DEI PAESI DEL G20 HA DETTO CHE “NON CI SONO PIÙ LIMITI O DIFFERENZE TRA SALUTE UMANA, ANIMALE O AMBIENTE”

Di Angelica La Rosa

Durante la terza sessione del vertice dei ministri della Salute dei Paesi del G20 tenutosi a Roma, il capo della sezione spagnola, Carolina Darias, ha assicurato che la pandemia ha dimostrato che “non esistono più limiti o differenze tra salute umana, salute animale o ambiente”.

Carolina Darias ha lanciato un appello per  promuovere la vaccinazione contro il covid-19 a livello globale  e agire contro le basse cifre di copertura vaccinale dei paesi a reddito più basso. E ha  riferito sull’obiettivo fissato dai Paesi riuniti: “Oggi l’impegno di chi come noi fa parte del G20 è che entro la fine del 2021 venga vaccinato il 40% della popolazione di tutta l’umanità. Un impegno ambizioso, ma la Spagna sta facendo passi fermi verso il suo contributo”.

In questo senso  Darias ha messo in guardia sulla bassa copertura vaccinale di questi stati:  solo il 2% della loro popolazione ha almeno una dose. “Nessuno sarà al sicuro finché tutti non saranno al sicuro”, ha sottolineato. E ha evidenziato ai media che “l’arma migliore per combattere il covid-19 è la vaccinazione. E non si tratta solo di vaccinare i nostri cittadini del nostro Paese, come sta facendo la Spagna e guidando il G20. Si tratta di continuare a contribuire a far sì che tutta l’umanità lo faccia».

In questa terza sessione del G20 Health Summit, Darias ha alluso al concetto di One Health:  “È molto importante espandersi, muoversi verso il concetto di una salute unica. La pandemia ci ha insegnato che  non ci sono più limiti o differenze tra salute umana, salute animale o ambiente”.

L’umanitarismo sanitario globale è servito!


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