La Legge non salva, piuttosto rivela i peccatori


MOLTI USANO GLI OCCHI PER GUARDARE I DIFETTI ALTRUI E NON I PROPRI

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cri sto Gesù nostra speranza” (1Tim 1,1) scrive a Timoteo, suo discepolo prediletto, che aveva lasciato ad Efeso per correggere alcuni provenienti dal giudaismo, che scatenavano contese su genealogie interminabili e osservanze giudaiche. Essi rischiavano di uscire dalla vera fede in Gesù unico Salvatore. L’esorta ad usare tanta carità e lo conferma “nella convinzione che la Legge non è fatta per il giusto, ma per gli iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrìleghi e i profanatori, per i parricidi e i matricidi, per gli assassini, i fornicatori, i sodomiti, i mercanti di uomini, i bugiardi, gli spergiuri” (vv.9-10).

La Legge non salva, ma piuttosto rivela i peccatori; chi salva è Gesù Cristo: questo è il Vangelo da annunziare. Paolo riconosce che prima era “un bestemmiatore, un persecutore e un violento” (v.13); perseguitava la Chiesa, pensando di fare cosa gradita a Dio. Ma gli fu usata misericordia e fu trasfornato in ferventissimo apostolo.

Se un cieco guida un altro cieco, cadranno entrambi in una fossa. Così chi segue falsi maestri. Molti usano gli occhi per guardare i difetti altrui e non i propri. I vaccinati criticano i non vaccinati di non avere senso civico. E se quel vaccino gronda sangue innocente? “Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.


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