Covid, sii forte e coraggioso: perchè non avere paura è un atto di fede


VACCINI E GREEN PASS: ECCO PERCHÉ SIAMO DIVENTATI MANIPOLABILI E OBBEDIENTI AL POTERE

Di Dalila di Dio

«Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai».

Non ti spaventare e non ti sgomentare. Non è un consiglio, è un ordine.
Un ordine che è la chiave di tutto. E agli ordini si obbedisce.

Quando siamo diventati un popolo di disertori?
Quando abbiamo dimenticato di essere figli dell’Onnipotente e abbiamo deciso che a guidare le nostre vite fosse la paura?
Forse col paziente zero?
Forse quando il Presidente del Consiglio ci ha invitati con voce melliflua a restare distanti oggi per abbracciarci più forte domani?
Forse dopo aver assistito, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, all’incessante conta dei morti che, ogni sera, puntuale, arrivava in pompa magna e a reti unificate?
È per tutto questo che la fede ha lasciato il passo alla paura, come faro della nostra esistenza?

In un ginepraio di inefficienza, errori, impreparazione e decisioni folli, solo su un punto il Governo Italiano si è mostrato assolutamente efficace: diffondere la paura. Che è cosa diversa dalla prudenza. Perché è la prudenza che ci impedisce di nuocere a noi stessi e agli altri. La paura è pura emotività, ci rende irrazionali e manipolabili. E con una azione capillare e certosina, il potere ha persuaso ognuno di noi ad avere paura: a temere sé stesso e gli altri. Ad obbedire.

Le nostre azioni e le nostre relazioni con gli altri sono state rivoluzionate. I nostri gesti quotidiani sostituiti da quella che i progressisti amano chiamare, beandosene, nuova normalità.
L’altro è diventato un pericolo.
Tanti, troppi, hanno smesso di vivere per paura di morire e al contempo hanno cominciato a odiare, additare, denunciare chi non si è arreso a questa nuova, tragica, normalità.
Isolati e spaventati. Manipolabili e obbedienti.
Perché?
Perché abbiamo dimenticato quel comando e chi ce lo ha impartito.
Perché abbiamo dimenticato che La Verità ci ha resi liberi.
Perché abbiamo dimenticato chi siamo in Lui.

Non ti spaventare e non ti sgomentare.
Un ordine a cui è difficile obbedire. Dire no alla paura e allo sgomento non è cosa per tutti.
Ci vuole fede, ci vuole coraggio, ci vuole lo spirito.
Meglio obbedire ad ordini più semplici: metti la mascherina, mantieni la distanza, disinfetta le mani, rispetta il coprifuoco, stampa le autocertificazioni, fatti inoculare il siero, appenditi un QR code al collo.
Tutto utile, per carità. Utile a restare in vita.
Utile a mantenere un corpo in un accettabile stato di salute.
Ma che ne è dello spirito?
A che serve un corpo sano quando lo spirito è piegato sotto il peso della paura che rende impotenti?
A chi siamo di giovamento, col nostro bel green pass, avvolti in un groviglio di condizionamenti mentali e di azioni che ripetiamo ormai compulsivamente?

Se è comprensibile che la paura abbia preso il sopravvento nelle vite di coloro che non conoscono Dio, lo stesso non può dirsi per chi crede.
La fede è ontologicamente incompatibile con la paura: se c’è l’una non può esserci l’altra.
Se v’è certezza di cose che si sperano, non può esserci spazio per la paura.

L’ostia con i guanti, l’igienizzante al posto dell’acqua santa, le messe con il lasciapassare: quando abbiamo smesso di credere in Colui che guarisce e abbiamo cominciato ad avere fede nell’Amuchina?
Quando abbiamo cominciato a pensare di avere il potere di determinare il nostro destino lavandoci spesso le mani e mantenendo la distanza di sicurezza, tremando come foglie al vento davanti al report quotidiano dei morti?

Nulla di tutto quello che abbiamo fatto in questi mesi per preservare la nostra salute ha alcun senso senza lo spirito.
È dallo spirito che dobbiamo ripartire.
Torniamo a credere veramente che Colui che è in noi è più forte di colui che è nel mondo.
Torniamo ad essere forti e coraggiosi.
Torniamo ad obbedire: non ti spaventare e non ti sgomentare.


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