Guai a chi trama nelle tenebre!


QUEL PICCOLO RESTO DOPO LA GRANDE TRIBOLAZIONE

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Dopo la distruzione di Gerusalemme (587 a.C.), Nabucodonosor deportò i superstiti in Babilonia. Nel 538 a. C. Ciro, re dei persiani, conquistò Babilonia e concesse ai giudei di tornare in patria. Era un pagano, ma riconobbe che era stato il “Dio del cielo” a con cedergli la vittoria. “Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda” (Esd 1,2).

Cosi pose fine all’esilio, secondo la parola del profeta Geremia e diede or dine di aiutare in tutti i modi i giudei a ricostruire il tempio, con “argento e oro, beni e bestia me, con offerte spontanee” (v.4), ordine che poi fu ripetuto dai suoi successori Dario e Artaserse. Il fatto fu veramente straordinario: Dio si servì di re pagani per ricostruire il suo tempio e porre fine ad un esilio mortificante. Egli è fedele alla sua Alleanza e anche se a volte castiga duramente il suo popolo, non lo lascia sterminare, ma sempre lo riprende. C’è un “piccolo resto”, con cui Egli porterà avanti la salvezza in modi imprevedibili. Anche ora sarà così col piccolo resto, dopo la grande tribolazione.

Una lampada è fatta per dare luce; così i cristiani. Guai quando, arrivata la sera le luci sono spente: quanto buio c’è in casa! A chi non ha (luce vera), sarà tolto anche quello che crede di avere, cioè la fede residua, falsa e superficiale. Allora apparirà quello che era nascosto, cioè i peccati, i cattivi propositi. Poiché non c’è nulla di nascosto che non sarà rivelato. Guai a chi trama nelle tenebre!


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