3 e 4 Ottobre: ecco come votare… ma da cattolici


CHI SCEGLIERE? CHI NON E’ PROGRAMMATICAMENTE CONTRO DIO, LA RELIGIONE E LA CHIESA E CHI NON RIFIUTA A PRIORI I “PRINCIPI NON NEGOZIABILI”

Di Pietro Licciardi

 

Il 3 e 4 Ottobre gli italiani tornano a votare. Purtroppo si tratta di elezioni solo amministrative, che riguarderanno 1.342 comuni, 20 capoluoghi di provincia di cui 6 capoluoghi di Regione, anche se questa volta più che in passato gli esiti del voto assumeranno anche un “peso” politico più ampio. Si tratta infatti di vedere se le sinistre saranno ancora legittimate a governare nel caso subiscano una ulteriore emorragia di consensi, come avvenuto nelle elezioni regionali del 2020 in cui il Pd ha conservato l’Emilia Romagna per il rotto della cuffia e perso circa 200mila voti mentre il Movimento 5 Stelle si è quasi liquefatto con meno 500mila voti.

Purtroppo in Italia la democrazia è ormai solo un bel ricordo e non è per niente scontato che in caso di vittoria delle opposizioni il simpatico vecchietto che occupa il Quirinale decida di rimettere tutto nelle mani del “fu” popolo sovrano. Certo, formalmente non sarebbe tenuto a farlo ma perseverare nel tenere in piedi un governo formato da partiti che non hanno più seguito nel Paese sarebbe la conferma che l’Italia non è più una Repubblica democratica ma un regime.

Tuttavia la considerazione che ci preme non è questa.

Come ogni volta che si deve votare per il cattolico si rinnova il dilemma: a chi dare la propria preferenza?

Il cattolico in ogni cosa che fa deve avere come guida il Vangelo, quale via di libertà, responsabilità e salvezza, il quale racchiude anche una precisa concezione dell’uomo e della realtà in cui egli vive, il che costituisce il nucleo portante della Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato

Come ha ricordato monsignor Luigi Negri, vescovo della diocesi di Ferrara-Comacchio in vista delle elezioni europee del Maggio 2014, è nel Vangelo e nella Dottrina Sociale che troviamo quei «“principi non negoziabili” che sono il patrimonio di ogni persona, perché inscritti nella coscienza morale di ciascuno, ed in particolare costituiscono il criterio ineludibile per i giudizi e le scelte temporali e sociali del cristiano».

Questi principi sono, sinteticamente, la dignità della persona umana, costituita ad immagine e somiglianza di Dio, e quindi irriducibile ad ogni condizionamento sia di carattere personale che sociale; la sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, indisponibile a tutte le strutture ed a tutti i poteri; i diritti e le libertà fondamentali della persona: libertà religiosa, della cultura e dell’educazione; la sacralità della famiglia naturale, fondata sul matrimonio, sulla legittima unione cioè fra un uomo e una donna, responsabilmente aperta alla paternità e alla maternità; la libertà di intrapresa culturale, sociale, e anche economica in funzione del bene della persona e del bene comune; il diritto ad un lavoro dignitoso e giustamente retribuito, come espressione sintetica della persona umana; l’accoglienza ai migranti nel rispetto della dignità della loro persona e delle esigenze del bene comune; lo sviluppo della giustizia e la promozione della pace; il rispetto del Creato.

Purtroppo dobbiamo costatare che oggi questi principi sono sistematicamente e programmaticamente violati soprattutto dai partiti della sinistra, mentre i partiti di “destra” nonostante le dichiarazioni di principio e i rosari esibiti non sempre sono coerenti nella salvaguardia e nella difesa di ciò che dovrebbe stare più a cuore ad un cattolico.

Ovviamente non ci soffermiamo su quelle formazioni politiche che, magari benemerite dal punto di vista dell’impegno da cattolici in politica, ancora non hanno i numeri per rappresentare una reale alternativa, sia a livello locale che nazionale. Nella sua scelta elettorale un cattolico, a parer nostro, dovrebbe infatti anche avere una certa dose di realismo e buon senso, evitando di disperdere il proprio voto permettendo così a chi dovrebbe andare a casa di continuare a fare danni.

Una volta il buon Indro Montanelli, penna storica e fondatore del quotidiano Il Giornale, invitava gli italiani a votare la Dc col naso turato, perché quel partito, ormai corrotto dal potere e per lo più  in mano a cattolici più di nome che di fatto – fu grazie allo scarso impegno della Dc che divorzio e l’aborto sono diventate leggi dello Stato – era quello che ancora, sia pure assai debolmente, faceva da ostacolo ad un  partito comunista in procinto di conquistare la definitiva egemonia.

Oggi siamo nella stessa condizione di doverci turare il naso votando obtorto collo candidati che non saranno il massimo dal punto di vista della coerenza e della osservanza di certi principi ma che almeno non appartengono a partiti programmaticamente e ideologicamente avversi a Dio, alla religione e alla Chiesa, nei quali anche la persona più cattolica di questo mondo non avrebbe alcun margine di manovra o sarebbe costretto a terribili compromessi, incompatibili con la sua fede.

Tornando alla lettera di monsignor Luigi Negri: «Ogni elettore è chiamato ad elaborare un giudizio prudenziale che per definizione non è mai dotato di certezza incontrovertibile. Ma un giudizio è prudente quando è elaborato alla luce sia dei valori umani fondamentali che sono concretamente in questione sia delle circostanze rilevanti in cui siamo chiamati ad agire. Ciò premesso in linea generale, ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione quali valori umani fondamentali sono in questione, e giudicare quale parte politica – per i programmi che dichiara e per i candidati che indica per attuarli – dia maggiore affidamento per la loro difesa e promozione »

Resta da vedere quanti sono oggi i cattolici capaci di discernere quali sono i valori umani fondamentali che sono in questione e occorre difendere. Ma questo è un altro discorso.

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments