I falsi Cristi preferiscono onori e successi terreni


CHI DICE CHE LA MORTE DI CROCE SEGNA IL FALLIMENTO DI DIO, NON HA CAPITO NULLA DEL VANGELO

Di Padre Giuseppe Tagliareni

La ricostruzione del tempio di Gerusalemme comportava un impegno che superava di molto le forze di Zorobabele governatore e di Giosuè sommo sacerdote, pur con l’appoggio e gli aiuti del re persiano Dario.

Aggeo profeta fu mandato ad incoraggiarli, nella certezza che Dio è fedele al suo patto. “Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un po’ di tempo e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. Scuoterò tutte le genti e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia gloria” (Ag 2,6-7).

La prospettiva del profeta qui chiaramente si lancia nell’escaton, nei tempi della restaurazione messianica. “La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace” (v.9). Isaia aggiunge: “Vi affluiranno tutte le genti… Una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra” (Is 2,2.4).

Solo in Dio c’è pace; ma ora il tempio di Dio è in rovina. Come ci potrà mai essere pace tra gli uomini?

Chi dice che la morte di croce segna il fallimento di Dio, non ha capito nulla del Vangelo. Gesù è venuto per dare la vita in riscatto per molti e non per salire su un trono umano. Per questo egli voleva che non si dicesse che lui era il Messia. Tutti avrebbero preteso trono e spada di Davide, ostacolando il disegno di Dio. I falsi Cristi preferiscono onori e successi terreni, non così il vero Cristo.


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