Covid, stiamo entrando in una spirale vaccinale a tempo indeterminato?


FACCIAMO IL PUNTO (?):  VACCINO E IMMUNITÀ NATURALE DEI GUARITI

Di Diego Torre

 

Il vaccino è efficace per ridurre l’aggressività del virus e la contagiosità. Quanto dura l’effetto? Le case produttrici, gli organi di sorveglianza e i governi non lo sanno. Bisogna quindi avere dei richiami? Si. Dopo quanto tempo? Non si sa con esattezza.

Lo stesso Istituto Superiore della Sanità dichiara che “bisognerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla”.

Ciò spiegherebbe le morti per covid di alcuni a distanza anche di 9 mesi dalla vaccinazione. Il vaccino quindi non immunizza per la vita, e stiamo allora entrando in una logica vaccinale a tempo indeterminato; così si spiega perché chiunque, vaccinato o meno, debba continuare a rispettare il distanziamento e portare la mascherina.

Lo stesso green pass ha pertanto una scadenza parallela a quella del vaccino. Ciò era già talmente chiaro che il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Layen, a febbraio, ha parlato del nostro tempo come dell’«era delle pandemie»; e Bill Gates, nella Lettera Annuale 2021 della sua Fondazione annuncia la sua  mobilitazione per le prossime pandemie.

L’AIFA, intanto, emana un report mensile, visibile sul suo sito, dove si parla nel 2021 di circa 70 “segnalazioni di evento avverso successivo alla vaccinazione” al mese; parliamo di eventi  mortali; altrettante le invalidità. Sono numeri “accettabili”? E’ il prezzo del ritorno alla “normalità”?

Così dicono, ma con tutti gli interrogativi di cui sopra qualche dubbio è più che lecito. Sarà allora libero ognuno di rischiare fra una vaccinazione dagli esiti incerti ed un possibile contagio senza vaccino? Oppure come grida il potere politico e massmediatico “solo il vaccino salva”?

La scelta è fra due rischi. Ma non è vero che solo il vaccino salva. Rimane misterioso l’altezzoso silenzio del potere nei confronti delle validissime cure terapeutiche domiciliari. Aspettano quelle che stanno arrivando dall’Europa? Forse è la volta buona che il sinistro della Salute Pubblica, Roberto Speranza (nella foto), diventa nazionalista!

Ancora una domanda? Quanto dura l’immunità del contagiato-guarito-non vaccinato?

Intervistato da Avvenire l’8 agosto 2021, il prof. Massimo Galli, primario di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, e grande fautore dei vaccini, ha spiegato: “Chi ha fatto il Covid, e sono forse sei milioni di persone, e ha ancora anticorpi, non dovrebbe fare il vaccino; spesso, forse, neanche una dose. Ed invece gli si impone di vaccinarsi per ragioni più che altro burocratiche, perché altrimenti niente Green pass. Mi pare eticamente insostenibile e scientificamente scorretto”.

E’ sostanzialmente la stessa conclusione tirata dai ricercatori del Ministero della Salute israeliano. Dall’inizio della terza ondata della pandemia (a maggio) fino a metà luglio, delle 850.000 persone precedentemente guarite del virus, solo lo 0,0086% di loro è risultato di nuovo positivo; nemmeno l’1%.

Gli anticorpi dei guariti sono quindi molto più efficaci dei vaccini nella prevenzione dei contagi. Moderna e Pfizer ovviamente sostengono il contrario. La tesi israeliana è invece condivisa da tanti altri scienziati anche se è presto per stabilire la durata della permanenza degli anticorpi nei guariti non vaccinati.

Come non ricordare a questo punto i monatti di manzoniana memoria che, guariti dalla peste e quindi immuni, andavano in giro a raccogliere morti e moribondi appestati? Non è certo un bel argomento, ma rimanda ad una dato inoppugnabile, anche se a volte non risolutivo: il corpo umano prova sempre a difendersi da solo. E’ una ragione per tutti di speranza, ma non certamente di certezza!

 


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