Ecco chi è Santa Teresa di Gesù Bambino (di Lisieux)


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

 

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Stringe il cuore vedere una bimba di soli quattro anni piangere per la perdita della mamma. Niente e nessuno riescono a consolarla. Arriva la fede in suo aiuto: la gioia del Vangelo vissuto nei piccoli gesti di ogni giorno, compiuti con amore. Teresa Martin nasce nel 1873 ad Alençon (Francia). I suoi genitori (entrambi santi), Louis, orologiaio, e Zélie Guérin, merlettaia, desiderano abbracciare la vita monastica. Quando si conoscono, però, si sposano restando casti. In seguito, consigliati da un sacerdote, mettono al mondo nove figli. Teresina è l’ultima arrivata. Ha solo quattordici anni quando, durante un pellegrinaggio a Roma, chiede a papa Leone XIII il permesso di entrare in convento. Viene accolta nel Convento carmelitano di Lisieux, con il nome di Teresa di Gesù Bambino. La sua salute è cagionevole, ma il sorriso della piccola carmelitana è tenero e spontaneo come quello di un bimbo: ama gli angeli, il presepe e Gesù Bambino che considera suo unico tesoro. Quando Teresina si ammala gravemente, la superiora le chiede di scrivere il diario della sua vita. La giovane non sa da dove iniziare, ma ubbidisce. Il diario Storia di un’anima, dopo la morte della santa avvenuta a Lisieux nel 1897, a soli ventiquattro anni, diventa famoso in tutto il mondo e tradotto in cinquanta lingue, con tirature altissime.

Con parole semplici che ancora oggi arrivano al cuore dei lettori, Teresina spiega «la piccola via dell’infanzia spirituale» per arrivare a Dio che è amore ed è dappertutto, anche nelle cose più piccole. Occorre riconoscere con umiltà «il proprio nulla», abbandonare l’orgoglio e la superbia, vivere la vita come la vivono i bambini, con gioia, semplicità. Poco prima di morire Teresa ha promesso che avrebbe interceduto presso Dio per ottenere tante grazie per fare del bene sulla Terra, e che avrebbe fatto «scendere una pioggia di rose dal Cielo». Nasce la “novena delle rose” (una preghiera da recitare per nove giorni), alla fine della quale Dio può lasciare un segno della grazia avvenuta, facendo trovare una rosa (per strada, come regalo o sotto forma di immagine). Invocata e conosciuta in tutto il mondo, Teresa di Lisieux non è andata all’università, né ha compiuto grandi opere. Eppure la sua eredità spirituale è immensa e sempre attuale. Proclamata dottore della Chiesa, è patrona della Francia e dei missionari. Protegge i malati di Aids e di tubercolosi. Viene invocata anche contro l’ansia, gli attacchi di panico e la depressione.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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