Al Signore non piace castigare lo fa solo se costretto


PIÙ CHE RICEVERE ONORI E SERVIZI, A DIO PIACE ESSERE ASCOLTATO. PER QUESTO È VENUTO. MA CHI L’ASCOLTA?

Di Padre Giuseppe Tagliareni

La città assira di Ninive era nota per la sua ferocia nei confronti dei nemici. Il Signore di tutti i popoli mandò il profeta Giona a minacciare un sicuro castigo a causa dei loro delitti. Il profeta non voleva andare e s’imbarcò per un’altra destinazione. Scatenatasi una furiosa tempesta, si fece gettare in mare, ma non annegò e un pesce lo vomitò a riva. Arrivato a Ninive cominciò a predicare ad ogni crocicchio: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta” (Gn 3,4).

I niniviti credettero alla predicazione di Giona e capirono che se non cambiavano stile di vita, non ci sarebbe stato scampo per tutti loro. Anche il re si convertì e bandì un digiuno: “Uomini e animali si coprano di sacco, e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!” (vv.8-9).

Dio vide il loro cambiamento e sospese il castigo. In verità, al Signore non piace castigare e lo fa solo se costretto.

Servire affannati o contemplare beati? Marta era presa dai molti servizi e correva; Maria era ai piedi di Gesù e l’ascoltava, approfittando del suo passaggio nella sua casa per nutrirsi più intimamente della sua sapienza e divenirne discepola. Scelse la parte migliore, che non le fu tolta. Più che ricevere onori e servizi, a Dio piace essere ascoltato. Per questo è venuto. Ma chi l’ascolta?


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