I nove segni particolari che ricordano all’uomo l’Alleanza con Dio


SEGNI DELL’ALLEANZA

Di Padre Giuseppe Tagliareni 

Dio ha stabilito di allearsi all’uomo per difenderlo dal Maligno e condurlo alla vita eterna. A questo scopo Egli gli chiede assoluta fedeltà. L’Alleanza è fondata sulla comunione uomo-Dio, che vive a patto che siano osservate le clausole fissate da Dio. Egli prende l’uomo come Suo interlocutore in un dialogo di salvezza, che è frutto della Sua infinita benevolenza verso tutti gli uomini, rappresentati dal capostipite (Adamo) e da quelli a cui si è rivelato: Noè, Abramo, Mosè, i Profeti. In ultimo, fisserà la “Nuova ed Eterna Alleanza” con Gesù.

In ogni Alleanza Dio mette, oltre alle clausole, un segno particolare che ricorda all’uomo e a Dio stesso il patto stipulato e i beni promessi con tanta liberalità all’uomo, se rimane fedele alle clausole fissate. Tali segni sono: i due alberi dell’Eden; l’Arcobaleno nel cielo; la circoncisione dei primogeniti maschi; il sangue, l’arca e l’agnello pasquale, il tempio di Gerusalemme. Nella nuova Alleanza il segno sarà la Croce e il Memoriale del Signore. Vediamo in particolare.

Creato nella giustizia originaria e posto nellEden, l’uomo gode da subito dell’amicizia di Dio. Vive in comunione con Dio e con Eva; non gli viene imposto alcun esercizio di culto. Ma subito viene messo alla prova della fedeltà al Creatore. L’albero del bene e del male e l’albero della vita sono il segno dell’Alleanza primigenia. Dio concede la terra e l’accesso all’albero della vita a patto di non toccare il frutto proibito dell’albero del bene e del male. Quest’ ultimo indica all’uomo il suo limite fissato da Dio nelle sue libere scelte; l’altro indica l’alimento della vita perenne, a cui è dato accedere liberamente, se si è fedeli a Dio. Ma Adamo peccò e perse tutto per sé e per i suoi figli. Seguirono castighi e pene senza numero.

Con Noè, Dio volle riprendere in mano la storia della salvezza e rinnovare l’Alleanza su nuove basi. Purificata la terra col diluvio, lascia viva una piccolissima porzione di umanità: Noè e la sua famiglia. A loro impone l’assoluto rispetto del sangue, cioè della vita dell’uomo. Non dà a nessuno il diritto di uccidere e chiederà conto del sangue versato. Pone come segno dell’Alleanza il suo arco sulle nubi e promette che non tornerà a colpire la terra con altri diluvi. Se si è fedeli, la vita sulla terra sarà serena e felice. Ma i figli di Noè e loro discendenti, sparsi su tutta la terra, si sono molto spesso macchiati di sangue per volontà di dominio e di ricchezza. L’altro uomo viene visto come avversario e non più come fratello. E le guer-re si moltiplicano all’infinito. Trionfano Babele e Babilonia.

Tra i discendenti di Noè, Dio sceglie Abramo e gli fa delle promesse molto grandi: una terra, una discendenza numerosa, una Benedizione che passerà a tutti i popoli. La clausola è una sola: la scelta di Dio come unico. La circoncisione dei primogeniti maschi sarà “il segno” dell’Alleanza con Abramo. Egli così professa la sua piena sottomissione a Dio, visibile per l’incisione dell’organo preposto alla trasmissione della vita ai figli. I discendenti  di Abramo con-servano fino ad oggi la circoncisione, ma cadendo nell’idolatria e nell’esaltazione di sé come popolo peculiare e prediletto, hanno reso incirconciso il loro cuore. Non si sottomettono a Dio, non gli danno vero culto e rendono inutile e bugiardo quel segno sulla loro pelle.

In Egitto, terra di esilio e di schiavitù, Dio prende Mosè per liberare il “Suo” popolo e metterlo in possesso dell’eredità promessa ad Abramo e alla sua discendenza. Con mano potente li fa uscire la notte della prima Pasqua, dopo di aver consumato come pasto sacro un agnello a famiglia e averne cosparso il sangue sugli stipiti e l’architrave delle porte. Ai piedi del Sinai, aggiorna l’Alleanza antica e dà come segno l’Arca e come memoriale lagnello pasquale. L’Arca era lo sgabello dei piedi dell’Altissimo; conteneva le Tavole della Legge, un campione di manna e la verga di Aronne, sommo Sacerdote. I Dieci Comandamenti sono le clausole dell’Alleanza, che viene siglata col sangue degli animali sacrificati. Il memoriale rinnovato ogni anno con i sacrifici prescritti e la cena dell’Agnello pasquale era il segno dell’Alleanza del Popolo eletto con Dio, da cui doveva fluire il sereno possesso della Terra di Canaan e la Benedizione promessa ad Abramo.

Entrati nella Terra promessa e vinti i nemici all’intorno, il nuovo segno dell’Alleanza sarà il tempio di Gerusalemme, la città santa, dove le torme dei pellegrini salgono per le feste prescritte, soprattutto per la Pasqua annuale, a celebrare i sacri riti dettati da Mosè a nome di Dio. Egli protegge il Suo popolo dai suoi nemici e concede loro tanto benessere. Ma essi cadono nella corruzione dell’idolatria, nonostante tutti i richiami dei Profeti alla fedeltà all’Alleanza. La terribile punizione sarà la distruzione di Gerusalemme e del tempio per mano di Nabucodonosor re di Babilonia. E dopo il ritorno dall’esilio e la breve rinascita dei Maccabei, il rifiuto di Gesù come vero Messia, causerà la definitiva distruzione del tempio ad opera dei Romani e la diaspora degli ebrei per il mondo intero. Il sacro tempio non sarà mai più ricostruito. Sulla spianata, da oltre mille anni vi sono due moschee islamiche e Gerusalemme è in mano ai nemici d’Israele. La sparizione dell’antico tempio segna la fine dell’Antica Alleanza. Gli ebrei di oggi non si può dire che godono della Benedizione di Abramo: sono senza tempio, senza liturgia, senza vera patria, senza pace.

Ma Dio ha stipulato con un “piccolo resto” d’Israele la Nuova ed Eterna Alleanza, mediante il Sangue di Cristo, Agnello senza macchia, immolato sull’altare del Calvario. Il Cristo crocifisso è il garante della riconciliazione dell’uomo con Dio e la fonte di tutte le Benedizioni promesse e attuate nella storia dell’umanità, da Adamo all’ultimo uomo. Nella Pasqua di Gesù Cristo, passaggio da questo mondo al Padre dopo la sua passione, morte e risurrezione, è fissata la Nuova ed Eterna Alleanza tra Dio e gli eletti: i fedeli che celebrano il Memoriale di Cristo, la santa Cena Pasquale. Vediamo qui riuniti e inverati pienamente tutti i segni antichi dati da Dio per significare il patto di salvezza degli uomini dall’eterna rovina.

Eccoli:

– l’albero della vita dell’antico Eden s’invera nell’albero della Croce; il suo frutto che dà vita è il Cristo fatto cibo nell’Eucaristia per dare vita eterna;

– l’arcobaleno che segna la fine del diluvio s’invera pienamente nella luce del Risorto, inizio dei Cieli nuovi e della Terra nuova: la nuova creazione;

– il segno della circoncisione viene superato dal Battesimo di Cristo al Giordano, in cui Egli è proclamato dall’alto “Figlio prediletto” di Dio;

– il segno del sangue, sia quello sugli stipiti la notte di Pasqua, sia quello dei sacrifici ai piedi del Sinai, è inverato nel Sangue di Cristo effuso nel Getsemani, nel pretorio di Pilato e sul Calvario: questo è il Sangue del Sacrificio della Vittima divina, per la nuova ed eterna Alleanza tra l’uomo e Dio;

– l’Agnello del sacrificio è proprio Lui, Gesù, “Agnello che toglie i peccati del mondo”, immolato sulla Croce, risorto e assiso sul trono di Dio Padre;

– l’arca dell’Alleanza è simbolo della Vergine Maria, che nel suo grembo immacolato porta il Messia di Dio, Sommo sacerdote e Pane del Cielo, con la sua nuova Legge: il nuovo comandamento dell’amore fino al sacrificio;

– il segno del tempio è inverato nel Corpo di Cristo: abbattuto con la morte di Croce, viene eretto vittorioso sulla morte la domenica mattina e nessuno lo potrà mai distruggere. In esso abita veramente Dio-con-noi;

– il segno del memoriale della prima Pasqua è immensamente superato dal Memoriale della Pasqua di Cristo: passaggio da questo mondo al Padre, dalla schiavitù al peccato e a Satana alla libertà dei figli di Dio, dalla morte alla vita eterna. Il convito pasquale è ora nuovo: non più l’agnello arrostito, ma le sante carni dell’Agnello immolato sulla Croce, la santa Eucaristia, che è Pane vivo disceso dal Cielo e Bevanda di salvezza. La celebrazione domenicale di questo Memoriale è la Pasqua settimanale, che ingloba in sé tutti questi significati e realtà vive. La Santa Messa è veramente il momento più alto in cui l’Alleanza si rinnova e dà i suoi frutti di vita eterna e di protezione divina.

– La Croce di Cristo simboleggia tutto ciò. È il concentrato di tutta la storia della salvezza, incentrata nell’immolazione della Vittima divina Gesù. È il vessillo della vittoria dell’umanità sulle potenze degli Inferi, dell’ubbidienza suprema a Dio e dell’amore massimo al prossimo. Quelle piaghe sante e quel Cuore trafitto di Cristo sono la sorgente della grazia che salva tutti coloro che volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto. Gesù crocifisso non è solo Dio-con-noi. È Dio che dà perdono e vita eterna. Ecco perché Satana la teme tanto (e così quelli che gli appartengono). Ma “il Segno del Figlio dell’Uomo” apparirà glorioso sulle nubi del cielo (cfr. Mt 24,30).


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