Il “caso Cile” e gli incendi delle chiese


LE VIOLENZE HANNO INCLUSO INCENDI DOLOSI, SACCHEGGI, PROFANAZIONI DEL SANTISSIMO SACRAMENTO, INTERRUZIONI DELLE FUNZIONI RELIGIOSE E DANNI ALLE PORTE E AI CANCELLI DELLE CHIESE. VI SONO STATI INCIDENTI CHE HANNO VISTO I BANCHI DELLE CHIESE E LE STATUE RELIGIOSE UTILIZZATI PER COSTRUIRE BARRICATE, E PIETRE LANCIATE ATTRAVERSO LE VETRATE DELLE CHIESE

A cura di Acs (Aiuto alla Chiesa che Soffre)*

Il 19 ottobre 2020 due chiese sono state saccheggiate e bruciate a Santiago del Cile: la storica chiesa di San Francesco Borja e la chiesa dell’Asunción. Un gruppo di manifestanti incappucciati gridava «lasciala cadere, lasciatela cadere!», mentre la cupola della chiesa dell’Asunción, conosciuta come la “parrocchia degli artisti”, veniva consumata dal fuoco.

Questi attacchi alle due chiese storiche sono avvenuti nel primo anniversario dello scoppio delle diffuse proteste antigovernative. Conosciute come Estallido Social (Scoppio Sociale), le manifestazioni sono iniziate il 7 ottobre 2019 con alcuni studenti che si opponevano ad un aumento delle tariffe della metropolitana di Santiago, per poi trasformarsi presto in una critica più ampia ed estesa a questioni sociali ed economiche.

All’apice delle proteste, è sceso in strada più di un milione di persone. Inizialmente pacifici, gli scontri sono degenerati in violenze con diffusi atti di vandalismo contro le infrastrutture governative, e in particolare la distruzione delle stazioni della Metro di Santiago. Nell’ambito dei disordini si sono registrati 30 morti e oltre 3.000 feriti.

Il 19 ottobre 2019 il presidente cileno Sebastián Piñera ha annunciato lo stato di emergenza dispiegando forze militari in tutta la capitale.

Il malcontento sociale iniziale è durato più di tre mesi, per poi ridursi a proteste sporadiche in tutto il Cile. È stato durante queste manifestazioni, tra l’ottobre 2019 e l’ottobre 2020, che sono stati riportati episodi di saccheggio e distruzione delle chiese. Alla fine di tale periodo, 59 chiese,
di cui 53 cattoliche e sei evangeliche, sono state vandalizzate e danneggiate in otto città del Paese.

Le violenze hanno incluso incendi dolosi, saccheggi, profanazioni del Santissimo Sacramento, interruzioni delle funzioni religiose e danni alle porte e ai cancelli delle chiese. Vi sono stati incidenti che hanno visto i banchi delle chiese e le statue religiose utilizzati per costruire barricate, e pietre lanciate attraverso le vetrate delle chiese.

Sebbene le autorità cilene abbiano condannato gli attacchi, nonostante gli appelli della Chiesa affinché fossero compiute delle indagini – in alcuni casi peraltro gli autori erano ben noti – non è stata aperta un’inchiesta ufficiale completa.

 

* Estratto da: Aiuto alla Chiesa che Soffre Internazionale, Libertà religiosa nel
mondo 2021, aprile 2021, https://acninternational.org/religious-freedom-report/

Il Rapporto 2021 sulla libertà religiosa nel mondo è un prezioso studio pubblicato dalla Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. Quella del 2021 è la quindicesima edizione del Rapporto, prodotto ogni due anni e pubblicato in inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo


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