I potenti del mondo fanno del loro potere uno strumento di oppressione


XXIX DOMENICA DEL T.O. ANNO B

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Il desiderio di primeggiare scatena inevitabilmente rivalità e lotte. Gli apostoli Giacomo e Giovanni, spinti dalla loro madre, volevano stare nel Regno accanto a Gesù. Egli rispose che è il Padre che assegna i posti e non lui e che era assai più conveniente cercare il primato nel servire e non nel comandare. Bisogna imitare lui, che “non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

I potenti del mondo ambiscono comandare e farsi servire: fanno del loro potere uno strumento di oppressione. I seguaci di Cristo invece, devono imparare a servire, anche con l’estremo sacrifici, bere al calice del Messia ed essere immersi nel suo stesso Battesimo: quel bagno di sangue che avverrà nella sua passione, come predetto da Isaia: “Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori… il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità”. Chiediti: “Quanto sono disposto a pagare per riscatto del mio prossimo? O mi divora l’ambizione?”.

Gesù nostro Sommo Sacerdote, compatisce le nostre debolezze, perché pur non peccando, le ha vissute. Egli perciò ci è propizio. Beato chi sa approfittare della sua misericordia! “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno”. Solo Gesù ci può trarre fuori dal fallimento e dalla disperazione.

 


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